Migranti, gli sbarchi nel primo trimestre toccano quota 37.915

Il Ministero dell’Interno divulga i dati relativi agli arrivi di migranti nel mese di di Marzo. Preoccupa l’aumento di minori non-accompagnati. Rispetto al totale degli arrivi, solo il 60% delle richieste d’asilo viene esaminata in tempo, e solo al 10% dei richiedenti asilo viene riconosciuto lo status di rifugiato.

di Matteo Olivieri

Continua a salire il numero di migranti in arrivo nel nostro Paese. A marzo 2017 sono state 13.706 le richieste d’asilo, sebbene in leggera diminuzione (-1%) rispetto al numero registrato nel mese di febbraio, quando le richieste hanno toccato quota 13.791. Le statistiche – divulgate dal Ministero dell’Interno – mostrano per il mese di marzo una netta prevalenza di uomini (85,37%) rispetto alle donne (14,63%). I minori sono stati 1.704 (pari al 12% degli arrivi), di cui 975 minori non accompagnati (57,21%) e 729 minori accompagnati (42,78%). In particolare, desta preoccupazione la tendenza all’aumento del numero di minori non-accompagnati, che – a marzo – ha raggiunto un nuovo preoccupante aumento del 28%, a cui va aggiunto il +46,91% di febbraio.

Foto credit Marco Di Lauro/Getty Images

In totale, nel solo primo trimestre del 2017, sono state accolte 37.915 persone, mentre i minori non-accompagnati da inizio anno sono stati 2.254, ovvero il 6% circa del totale degli arrivi.

La nazione d’origine della maggior parte dei migranti si conferma la Nigeria (2.579 arrivi), seguita da Bangladesh (1.247), Gambia (1.184) e Pakistan (1.115). I siriani sono la decima nazionalità per numero di arrivi, ma in aumento del 41% (388 arrivi a marzo 2017 rispetto a 275 di febbraio). I maggiori tassi di incremento nel numero di arrivi in Italia, provengono da Sierra Leone (+63%), Pakistan (+60%) e India (+56%). Al contrario da Eritrea (-49%), Egitto (-28%) e Somalia (-26%), si sono registrati i decrementi maggiori nel numero di migranti.

In base ai dati del Ministero dell’Interno, a marzo il 58% delle richieste d’asilo è stata respinta.

Dei 13.706 arrivi di marzo, il Ministero dell’Interno comunica che sono state esaminate 8.293 richieste d’asilo, e solo al 10% dei richiedenti (789) è stato concesso lo status di rifugiato, mentre la richiesta è stata rifiutata nel 58% dei casi (4.820). Inoltre, al 24% dei migranti è stato concesso un permesso per motivi “umanitari” (1.975), ed al restante 8% (695) un permesso “sussidiario”.

Lo status di rifugiato viene concesso al richiedente che possa dimostrare una persecuzione personale ai sensi della Convenzione di Ginevra, mentre la “protezione sussidiaria” viene riconosciuta qualora il richiedente rischi di subire un grave danno nel caso di rientro nel proprio paese (condanna a morte, tortura, minaccia alla vita in caso di guerra interna o internazionale). Invece, il “permesso per motivi umanitari” è una protezione temporanea per rilevanti esigenze umanitarie, come conflitti, disastri naturali o eventi di particolare gravità, e consente di svolgere attività lavorativa, di accedere al Servizio Sanitario Nazionale e ai centri di accoglienza nonché alle misure di assistenza sociale e di formazione.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *