Manovra di Aprile, a sorpresa rispunta la Ryder Cup

Mentre gli italiani sono chiamati a mettere nuovamente mano al portafogli per riparare agli errori del Ministro delle Finanze, nella manovra di correzione dei conti pubblici imposta dall’Europa rispunta – a sorpresa – il famigerato emendamento «Ryder Cup». Quello contro cui, appena due mesi fa si era scagliato il Presidente del Senato Pietro Grasso.

di Matteo Olivieri

Finora era stato detto agli italiani che era necessaria una manovra di correzione dei conti pubblici pari a 3,4 miliardi di euro, ma – a conti fatti – la cifra raccolta per la sola sterilizzazione degli aumenti dell’IVA è di 3,8 miliardi. Come mai questa differenza?

A Febbraio Pietro Grasso dichiarava, “è estraneo per materia dal provvedimento e non c’entra nulla con la tutela del risparmio”.

La risposta si trova nella Gazzetta Ufficiale del 24 aprile, dove è stato pubblicato il decreto – a firma del Presidente della Repubblica – riguardante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.” (GU n.95 del 24-4-2017 – Suppl. Ordinario n. 20). Si tratta del decreto che recepisce le richieste della Commissione europea di rettifica dei conti pubblici italiani, di un ammontare pari allo 0,2% del Prodotto Interno Lordo (PIL), una cifra pari a 3,4 miliardi di euroLa manovra finanziaria andrà ora inviata entro il 30 aprile alla Commissione europea, che dovrà esprimere un giudizio di efficacia sulla stessa.

A sorpresa, rispunta il famigerato emendamento noto come «Ryder Cup», contro il quale a Febbraio si era scagliato il Presidente del Senato Pietro Grasso, che lo aveva definito «inammissibile». Come si ricorderà, la polemica riguardava la possibilità del governo italiano di impegnare 97 milioni di euro a garanzia degli organizzatori del torneo golfistico internazionale nel 2022. Appena pochi mesi fa, il Presidente Grasso dichiarava,

L’emendamento 0.25″, quello sulla garanzia da 97 milioni per la Ryder cup, “non è ammissibile perché non riguarda soggetti interessati alla tutela del risparmio che è la finalità del decreto”.

Adesso scopriamo che l’emendamento all’epoca non era ammissibile, non tanto perché fosse palesemente ingiusto rispetto alle vere priorità degli italiani, ma soltanto perché l’emendamento non era in linea con le finalità del decreto sulla tutela del risparmio. A quanto pare, invece, lo stesso è perfettamente in linea con gli scopi della manovra di correzione dei conti pubblici, tanto è vero che è incluso nel decreto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in persona.

Dalla lettura della Gazzetta Ufficiale, si apprende pure che il governo italiano si è impegnato ben oltre la garanzia dei 97 milioni di euro, la quale – a quanto si legge – comprende la parte non coperta dai contributi dello Stato, che – secondo il quotidiano La Repubblica – ammontano a «circa 60 milioni di euro».

Intanto, l’Associazione Artigiani Piccole Imprese (Cgia Mestre) boccia la manovra sostenendo che, il governo italiano sarà in grado di sterilizzare solo una parte dell’aumento dell’IVA. Infatti, vista la situazione dei conti pubblici, «occorrerà recuperare 19,5 miliardi necessari per evitare che, dal 2018, l’aliquota Iva del 10 passi al 13 e quella del 22 al 25 per cento».  Dai calcoli effettuati dalla CGIA risulta infatti che «un aumento di un punto dell’aliquota ridotta costa agli italiani poco più di 2 miliardi e quella ordinaria 4. Pertanto, non è da escludere che dei 19,5 miliardi l’esecutivo sia in grado di sterilizzarne solo una parte.»

Per la CGIA di Mestre, la manovra correttiva di Aprile sterilizza solo in parte gli aumenti dell’IVA. Sarà necessaria una nuova manovra a fine anno?

Dalle notizie di stampa, invece, risulterebbero recuperati 3,8 miliardi di euro a titolo di sterilizzazione degli aumenti dell’Iva. Perché tartassare gli italiani con tagli e nuovi prelievi ben oltre il necessario, laddove poi queste risorse vengono impiegate per scopi che nulla hanno a che fare con le vere priorità dell’Italia?

L’impressione è che si stia giocando a far finta di  mettere mano per davvero ai conti pubblici italiani. Nel frattempo, chi può, continua a scialacquare i soldi degli italiani, infischiandosene dei veri problemi della gente e delle emergenze della nazione.

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