World Bank, «in aumento i prezzi dei prodotti energetici e metalli»

Nel rapporto Commodity Markets Outlook di Aprile, diramato ieri, la Banca Mondiale prevede un aumento dei prezzi dei prodotti industriali, soprattutto energetici e metalliferi, sia nel 2017 che nel 2018. Sembra invece intravedersi una tendenza alla diminuzione del prezzo di materie prime destinate ad uso alimentare.

di Redazione

Una nuova fiammata dei prezzi alla produzione è in arrivo a livello internazionale nel biennio 2017-2018. E’ questo lo scenario più probabile contenuto nel consueto rapporto della World Bank, che analizza l’evoluzione dei prezzi di ben 46 materie prime. Ad essere interessate sono quasi tutte le materie prime, sebbene con incrementi differenti.

Per esempio, i prezzi dei “prodotti non energetici” (che include indistintamente i prodotti dell’agricoltura, i fertilizzanti, i metalli e i minerali) sono previsti in aumento nel 2017, il primo da cinque anni ad oggi. In particolare, i prezzi dei metalli sono destinati ad aumentare di circa il 16% a causa della forte domanda proveniente dalla Cina. Invece, per quanto riguarda i “prodotti energetici” (che includono petrolio e anche il gas naturale e il carbone), i prezzi sono destinati ad aumentare del 26 per cento quest’anno e dell’8 per cento nel 2018.

Il prezzo del petrolio dovrebbe attestarsi intorno alla media di 55 dollari al barile nel 2017 (era circa 43 dollari al barile nel 2016), per poi portarsi ad una quotazione di circa 60 dollari al barile nel 2018. Tale aumento dovrebbe essere sostenuto dal taglio alla produzione sia da parte dei paesi aderenti all’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petroliferi (OPEC), sia da altri paesi produttori non aderenti all’OPEC. La situazione nel mercato del petrolio è invariata da ottobre 2016, poiché continua a riflettere l’azione di forze contrapposte: da un lato la minaccia di tagli alla produzione e di rialzo dei prezzi concordati dall’OPEC, e dall’altro lato da una pressione al ribasso dei prezzi dovuti alla disponibilità di scorte elevate. 

In linea con le previsioni del prezzo del petrolio, anche il prezzo del gas naturale è previsto in rialzo del 15 per cento quest’anno, trainato soprattutto da un rialzo dei prezzi negli Stati Uniti. Il rialzo del prezzo del carbone sarà più contenuto, circa il 6 per cento nel 2017, a causa di alcune restrizioni alla fornitura in Cina, che consuma circa la metà della produzione mondiale di carbone.

Foto credit, Arne Hoel, World Bank

Anche il prezzo del nickel e del rame è previsto in aumento, soprattutto a causa di scioperi e controversie contrattuali che stanno riguardando i lavoratori delle grandi miniere di rame, o a causa di limitazioni ambientali all’uso del nickel. Invece, i metalli preziosi (oro, argento e platino) dovrebbero diminuire dell’1 per cento sia quest’anno che l’anno prossimo, in linea con la loro vocazione ad essere “beni rifugio”, in vista di possibili aumenti dei tassi di interesse. 

Per quanto riguarda la categoria “bevande”, che comprende i prezzi del caffè, cacao e del tè, si attende invece una diminuzione dei prezzi superiore al 6 per cento quest’anno, dovuta ad un livello di produzione maggiore delle attese. L’indice dei soli prezzi agricoli dovrebbe invece rimanere tutto sommato stabile quest’anno, poiché le diminuzioni nel prezzo di alcuni cereali (riso, mais, orzo), dovrebbero essere compensate dall’aumento dei prezzi di oli e altre materie prime. Nonostante la volatilità dei prezzi, la tendenza che sembra intravedersi è alla diminuzione del prezzo di frutta e materie prime destinate ad uso alimentare.

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