Italia, l’economia è ancora poco verde

Economia europea un po’ meno verde rispetto allo scorso anno. Le emissioni di CO2 sono diminuite in valore percentuale, ma solo in 11 paesi su 28. Nella maggioranza degli Stati membri, invece, le emissioni di gas serra sono aumentate. Migliora l’Italia, ma (purtroppo) è ancora maglia nera.

di Matteo Olivieri

Il Pil misura la ricchezza prodotta da una nazione, ma sviluppo economico e tutela dell’ambiente spesso non vanno di pari passo.

L’Italia è il quarto paese d’Europa in termini di Prodotto Interno Lordo (Pil) ed il terzo paese per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica (Co2). E’ quanto emerge dal rapporto di Eurostat sulle emissioni di gas inquinanti. In particolare, l’Italia pur avendo fatto registrare nel 2016 una apprezzabile diminuzione di gas inquinanti (-2,9%), risulta ancora tra le nazioni maggiormente responsabili del problema dell’inquinamento dell’aria.

Infatti, fatto 100 l’ammontare di inquinamento da CO2 su base europea, l’Italia ne produce una quota pari al 10,1%, preceduta da Germania (22,9%) e Regno Unito (11,7%). La Germania si conferma locomotiva d’Europa non solo in termini di ricchezza ma anche in termini di inquinamento. Così pure il Regno Unito, che – ancora incluso nelle statistiche dell’Unione europea (Ue) – ha il secondo posto sia in termini di Pil che di emissioni di CO2. Di particolare interesse invece è il caso della Francia, che pur essendo il terzo paese col Pil più alto dell’Unione europea, ha emissioni di CO2 inferiori a quelle italiane, segno che sviluppo economico e inquinamento non vanno necessariamente di pari passo (c.d. decoupling).

L’Italia ha diminuito le proprie emissioni di CO2 nel 2016 (-2,9%), ma rimane tra gli Stati europei con maggiori emissioni di gas serra.

Eurostat stima che nel 2016 le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di combustibili fossili nell’Ue siano diminuite dello 0,4% rispetto al valore dell’anno precedente. I paesi che hanno registrato una maggiore diminuzione di emissioni di CO2 nell’ultimo anno sono stati Malta e Bulgaria, mentre gli aumenti maggiori si son registrati in Finlandia e Cipro.

Le emissioni di CO2 sono diminuite solamente in 11 Stati membri, ovvero  a Malta (-18,2%), Bulgaria (-7,0%), Portogallo (-5,7%), Regno Unito (-4,8%), Lussemburgo (-3,8%), Grecia (-3,3%), Italia (-2,9%), Romania (-1,4%), Estonia (-1,0%), Repubblica Ceca (-0,7%), Belgio (-0,6%). Al contrario, le emissioni sono aumentate nella maggioranza degli Stati membri, con gli incrementi maggiori registrati in Finlandia (+ 8,5%), Cipro (+ 7,0%), Slovenia (+ 5,8%) e Danimarca (+ 5,7%).

Concentrazioni eccessive di CO2 causano l’effetto serra, cioè l’innalzamento delle temperature del pianeta.

Le emissioni di CO2 sono uno dei principali responsabili del riscaldamento terrestre e rappresentano da sole circa l’80% di tutte le emissioni di gas serra dell’Ue. Ad influenzarne il valore ci sono molti fattori, tra i quali le condizioni climatiche, la crescita della popolazione, i trasporti e la tipologia di attività industriali. Le statistiche proposte da Eurostat vanno in ogni caso analizzate con molta cautela, visto che – per esempio – l’energia elettrica determina incrementi di CO2 nei paesi che la producono e la esportano ma non in quelli che la importano, mentre, nel caso del carbone, gli incrementi maggiori si registrano nei paesi che lo importano e lo utilizzano bruciandolo nelle attività industriali.

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