Istat, «Bilancia commerciale positiva nel primo trimestre 2017»

Segnali di vitalità congiunturale per il commercio estero italiano, che nel primo trimestre del 2017 chiude i conti in attivo. Ma, tra le esportazioni che hanno maggiormente contribuito al surplus commerciale, risultano coke e prodotti petroliferi raffinati (47,1%),  mentre tra le importazioni spiccano il petrolio greggio (68,0%), coke e prodotti petroliferi raffinati (59,2%). 

di Redazione

Continua a mostrare segni di vitalità l’export italiano nel primo trimestre del 2017, che registra un aumento del +3,0% rispetto al trimestre precedente, sia verso i paesi extra Ue (+4,7%), sia verso i paesi dell’area Ue (+1,6%). Nel complesso, la bilancia commerciale da inizio anno rimane positiva, con un saldo commerciale che a marzo 2017 ha registrato un surplus di +5,4 miliardi, un aumento tendenziale rispetto a marzo 2016 (+5,2 miliardi), sebbene più contenuto, visto che la crescita delle importazioni è stata (+3,3%) di poco superiore a quella delle esportazioni (+3,0%) rispetto allo scorso anno. Escludendo il forte calo che si sta registrando nella vendita di prodotti energetici italiani (-7,6%, pari a 2.8 miliardi di euro), la bilancia commerciale nel solo mese di marzo è attiva per +8,3 miliardi di euro (+15,6 miliardi di euro nel primo trimestre 2017).

Bilancia commerciale italiana in positivo da inizio d’anno, soprattutto trainata dalla diminuzione dei prezzi dei beni importati.

Ad influire maggiormente sul buon risultato del saldo commerciale è stata la «diminuzione dei prezzi all’importazione», che – al momento – risulta fortemente influenzata «dalle dinamiche del comparto energetico». Secondo l’Istat, che ha diffuso oggi i dati preliminari, nel solo mese di marzo 2017 si è registrato un aumento congiunturale per le esportazioni pari al +4,0% rispetto al mese precedente, a fronte di un livello stazionario per le importazioni (0,0%). A detta dell’Istat, la stazionarietà dell’import (0,0%) rispetto al mese precedente, «è la sintesi dell’aumento degli acquisti dall’area extra Ue (+0,4%) e della diminuzione dall’area Ue (-0,3%)».

La variazione congiunturale dell’export, cioè relativa al mese precedente, è stata resa possibile principalmente dall’aumento sostenuto del commercio con i mercati extra Ue (+6,5%), e da un aumento più contenuto all’interno dell’area Ue (+2,1%). Tutti i principali settori industriali italiani risultano in crescita, ad eccezione del comparto dell’energia (-7,6%). Per quanto riguarda invece la variazione tendenziale delle esportazioni, cioè rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, nel mese di marzo 2017 è stimata al +14,5% (a fronte di una variazione tendenziale delle esportazioni del +16,3%), ed ha riguardato soprattutto le vendite di prodotti petroliferi raffinati (+47,1%), autoveicoli (+28,1%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+22,8%). Sul lato delle importazioni (+16,3%) sono in rilevante crescita gli acquisti di petrolio greggio (+68,0%) e di prodotti petroliferi raffinati (+59,2%).

La principale destinazione delle esportazioni italiane è l’Asia, mentre il grosso delle importazioni proviene dai paesi produttori di petrolio (OPEC).

Le principali mete delle esportazioni italiane sono state la Cina (+32,3%) e i paesi del sud-est asiatico ASEAN (+31,1%) dove si registra la più marcata crescita tendenziale. Per quanto riguarda i paesi dell’area Ue, la crescita più sostenuta delle vendite italiane è stata registrata in Romania (+25,2%), Polonia (+24,5%) e Spagna (+23,4%). Al contrario, l’incremento delle importazioni italiane (+16,3%) è determinato principalmente dal forte aumento degli acquisti da paesi OPEC (+62,1%), Stati Uniti (+42,2%) e India (+32,6%).

L’aumento tendenziale delle esportazioni ha riguardato nel mese di marzo 2017 le vendite di prodotti petroliferi raffinati (+47,1%), di autoveicoli (+28,1%) e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+22,8%). Dal lato dell’import, aumenti rilevanti riguardano petrolio greggio (+68,0%), prodotti petroliferi raffinati (+59,2%) e autoveicoli (+26,6%).

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