Inflazione, risale ad aprile nell’area euro

Ad aprile riprende la salita dei prezzi nella maggioranza dei paesi dell’area dell’euro, soprattutto a causa dei rincari verificatisi nei prodotti petroliferi ed energetici. L’inflazione media per l’area dell’euro raggiunge quota +1,9%, un livello ancora coerente con l’obiettivo della Banca Centrale Europea di un livello «inferiore ma prossimo al 2%».

di Redazione

L’inflazione annuale misurata ad aprile 2017 nei 19 paesi dell’area dell’euro è stata dell’1,9%, in risalita rispetto al valore di +1,5% registrato a marzo. Un anno fa il valore era negativo e pari a -0,2%. Anche con riferimento all’Unione europea (28 paesi) l‘inflazione annuale è in risalita rispetto al valore di +1,6% di marzo, con un valore che ad aprile ha raggiunto quota +2,0%. Anche in questo caso, un anno fa il valore era negativo e pari a -0,2%.

L’inflazione media ad aprile è stata +1,9% nell’area dell’euro, e +2,0% nell’UE28.

Le cifre sono state diffuse oggi da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea. I valori più bassi di inflazione sono stati registrati in Romania (0,6%), Irlanda (0,7%) e Repubblica Slovacca (0,8%), mentre i livelli dei prezzi più alti si sono registrati in Estonia (3,6%), Lituania (3,5%) e Lettonia (3,3%). Rispetto al marzo 2017, l’inflazione annua nell’Unione europea a 28 Stati è scesa in 6 Stati membri, mentre è rimasta stabile in 3 ed è aumentata in 19.

I maggiori rincari dei prezzi registrati nell’area dell’euro sono stati dovuti ai carburanti per il trasporto (+0,39%), pacchetti vacanze (+0,12%) e olio combustibile (+0,11%), mentre i maggiori ribassi sono stati nei settori delle telecomunicazioni (-0,11%), abbigliamento (-0,08%), pane e cereali (-0,05%).

Solo un anno fa, il livello di crescita media dei prezzi in Europa era negativo, pari a -02%.

Nel complesso, è sempre più chiaro che le dinamiche dei prezzi mostrino andamenti molto differenti nei paesi dell’Unione europea, con valori compresi tra un minimo di +0,6% in Romania, ed un massimo di +3,6% in Estonia. Italia, Germania e Svezia si trovano esattamente al livello di +2,0%, mentre la media per l’area dell’euro è +1,9%, coerente con l’obiettivo «inferiore ma prossimo al 2%», fissato dalla Banca Centrale Europea.

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