La Commissione europea all’Italia: «Proseguire con l’austerità fiscale»

La Commissione europea ha diffuso le «raccomandazioni specifiche per paese» di 27 Stati membri (ad eccezione della Grecia). Le raccomandazioni richiedono che gli Stati membri agiscano in fretta per attuare le riforme strutturali utili a stimolare gli investimenti e ad assicurare politiche fiscali responsabili. Per l’Italia, le recenti misure fiscali aggiuntive per il 2017 hanno per il momento scongiurato ulteriori procedure di infrazione per debito eccessivo, «a condizione che si adottino rapidamente e pienamente le riforme stabilite nelle raccomandazioni specifiche.» Ma le condizioni quadro per rimanere competitivi restano tuttavia «sfavorevoli».

di Matteo Olivieri

Le “raccomandazioni specifiche per paese” sono documenti pubblicati dalla Commissione europea ogni anno a primavera, e sono uno strumento utile per il coordinamento delle politiche economiche nell’Unione europea. L’obiettivo è quello di fornire ai singoli Stati membri degli orientamenti “su misura” su come aumentare i posti di lavoro, la crescita economica e gli investimenti produttivi, mantenendo al contempo una finanza pubblica sana. Le raccomandazioni si basano sulle priorità annuali individuate dall’UE e «forniscono indicazioni su ciò che può realisticamente essere raggiunto nei prossimi 12-18 mesi per rendere la crescita più forte, più sostenibile e più inclusiva».

Con la manovra aggiuntiva di Aprile, l’Italia ha evitato per quest’anno di incorrere nella procedura di infrazione per debito eccessivo. Ma il risanamento dei conti pubblici deve continuare.

La Commissione europea nota che «l’economia dell’UE sta crescendo a ritmi prossimi al 2%, la disoccupazione è ai minimi dal 2009 e gli investimenti in alcuni Stati membri superano ormai i livelli pre-crisi, e questa tendenza positiva continuerà anche nel 2018 per il sesto anno consecutivo». Ma siccome la ripresa è «irregolare e ancora vulnerabile», la Commissione europea si dice convinta che «la priorità dovrebbe essere data alle riforme che possono rendere la crescita più inclusiva, e rinvigorire la produttività».

Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione europea rileva che «il tasso di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale è ben al di sopra della media UE, specialmente per i bambini e le persone immigrate» e che «ci sono anche sostanziali disparità regionali». Inoltre, «nonostante il graduale miglioramento del mercato del lavoro, sostenuto dalle riforme, la disoccupazione giovanile e di a lungo termine rimane elevata (rispettivamente il 38% e il 6,7% nel 2016) e più di 1,2 milioni di giovani sono senza istruzione, occupazione o formazione professionale», mentre «la partecipazione delle donne lavoro rimane in gran parte insufficiente, e il tasso di occupazione femminile è uno dei più bassi dell’Ue».

Pertanto, le raccomandazioni prevedono di «proseguire nella politica fiscale “preventiva” prevista dal Patto di stabilità e crescita, che si traduce in uno “sforzo sostanziale” per il 2018». E ancora, raccomanda di «spostare l’onere fiscale dai fattori di produzione a forme di tassazione “neutrali” sul bilancio pubblico e meno dannose per la crescita», «riducendo il numero e gli ambiti delle agevolazioni fiscali, riformando il sistema catastale obsoleto e reintroducendo la tassa sulla prima casa per i redditi familiari elevati.»

La Commissione europea raccomanda all’Italia di proseguire nel risanamento fiscale, spostando l’onere dai fattori di produzione a forme di tassazione meno dannose per la crescita.

Inoltre, la Commissione europea raccomanda di «ampliare l’utilizzo obbligatorio della fatturazione elettronica e dei pagamenti elettronici», come pure di «ridurre la durata dei processi civili attraverso una gestione efficace dei processi e regole che assicurino la disciplina procedurale»; di «aumentare la lotta contro la corruzione»; completare le riforme per il miglioramento dell’occupazione e dell’efficienza delle imprese pubbliche; adottare leggi che limitino le restrizioni alla libera concorrenza. Infine, per quanto riguarda il settore bancario, la raccomandazione è di «accelerare la riduzione delle sofferenze bancarie e adottare misure che incentivino la ristrutturazione dei bilanci, in particolare nel settore delle banche sotto la supervisione nazionale»

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