Strategia Europa2020, a che punto siamo?

La “strategia Europa 2020”, adottata dal Consiglio europeo nel giugno 2010, è l’agenda politica di cui si è dotata l’Unione europea per favorire il lavoro e la crescita intelligente entro il 2020. Quando mancano pochi anni alla verifica finale dei risultati, l’Europa è ancora indietro rispetto a molti obiettivi ma l’Italia, sorprendentemente, in buona parte li ha già raggiunti.

di Matteo Olivieri

Europa 2020 è la strategia decennale proposta dalla Commissione europea nel 2010 per favorire la crescita un’economia europea “intelligente, sostenibile e solidale”. Tre parole-chiave scelte non a caso, visto che l’obiettivo è quello di “conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale” entro il 2020.

“La strategia Europa 2020 mira a una crescita che sia: intelligente, grazie a investimenti più efficaci nell’istruzione, la ricerca e l’innovazione; sostenibile, grazie alla decisa scelta a favore di un’economia a basse emissioni di CO2; e solidale, ossia focalizzata sulla creazione di posti di lavoro e la riduzione della povertà.”

Per realizzare la strategia, la Commissione europea ha stabilito 5 obiettivi “misurabili”, imperniati su cinque ambiti riguardanti l’occupazione, l’innovazione, l’istruzione, la riduzione della povertà e i cambiamenti climatici/l’energia. Il raggiungimento di tali obiettivi riguarda sia l’Unione europea nel suo complesso che i singoli Stati membri, che – in questo modo – hanno la possibilità di contribuire all’obiettivo comune. In particolare, i 5 obiettivi riguardano: 1) Occupazione (innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni); 2) Ricerca e Sviluppo (aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell’UE); 3) Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica (riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990; 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili; aumento del 20% dell’efficienza energetica; 4) Istruzione (Riduzione dei tassi di abbandono scolastico precoce al di sotto del 10%; aumento al 40% dei 30-34enni con un’istruzione universitaria); 5) Lotta alla povertà e all’emarginazione (almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno).

Anno base (2008), linea verde; Obiettivo da raggiungere entro il 2020 (linea rossa); Stato attuale (linea blu)

Ma a distanza di pochi anni da quella data, a che punto siamo in termini di raggiungimento degli obiettivi? Eurostat ha appena pubblicato l’aggiornamento 2017, e i risultati non sembrano per nulla soddisfacenti. Infatti, dal 2008 ad oggi gli unici progressi «notevoli» sono stati fatti nell’ambito dei “cambiamenti climatici” ed “energia” (attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra, e nell’aumento di consumi energetici connessi all’uso di fonti rinnovabili). Sviluppi positivi sono anche visibili nell’ambito dell’educazione (è aumentato il tasso di istruzione terziaria ed è diminuito il numero di abbandoni scolastici o dei percorsi di formazione), mentre ancora lontano sembra il raggiungimento degli altri obiettivi, tra cui l’ambito “Ricerca e Sviluppo” e “occupazione”, Addirittura, per quanto riguarda l’obiettivo “persone a rischio di povertà e di esclusione sociale”, la situazione attuale è peggiore di quella del 2008, mentre per quanto riguarda l’ambito “tasso di occupazione nella fascia d’età 20-64 anni”, la situazione non è di molto dissimile da quella del 2008.

A differenza dell’Europa, l’Italia ha già raggiunto i propri target nazionali in molti ambiti. Ma è ancora troppo alto la percentuale di “persone a rischio di povertà e di esclusione sociale”.

E, se in media l’Unione europea è ancora lontana dal raggiungere gli obiettivi fissati, per quanto riguarda gli obiettivi nazionali fissati dal governo italiano, gli ultimi dati disponibili (2016 e 2015) per l’Italia mostrano che buona parte degli obiettivi è stato già raggiunto o si è prossimi a raggiungerli. In alcuni casi – addirittura – gli obiettivi sono stati superati; in particolare, l’ambito “emissioni di gas serra” e “raggiungimento dell’educazione terziaria” (al -19,5% a fronte di un target del -13%), “consumo di energia primaria” (a 149,6 milioni di tonnellate a fronte di un target di 158), “numero di abbandoni scolastici” (a 13,8% a fronte di un target di 16% di popolazione tra 18 e 24 anni) e “raggiungimento dell’educazione terziaria” (al 26,2% a fronte di un target del 26%). Sostanzialmente prossimi al raggiungimento gli obiettivi relativi a “tasso di occupazione” (al 61,6% a fronte di un target del 67%) e spesi di Ricerca e Sviluppo (all’1,33% del PIL a fronte di un target del 1,53%). Ancora lontano invece l’abbattimento di “persone a rischio di povertà e di esclusione sociale”, che – in base agli ultimi dati ufficiali disponibili – risultano essere 17.469.000 a fronte di un target di 12.882.000.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *