«Ecco come a Camigliatello si disperde l’acqua»

A Camigliatello Silano, nota località turistica della Sila cosentina, le fontanelle pubbliche lungo i sentieri sono a secco e l’acqua potabile è razionata durante le ore notturne. Ma le perdite d’acqua avvengono dove meno te l’aspetti.

di Matteo Olivieri

Porta d’ingresso assente e rovi cresciuti all’interno del serbatoio di acqua potabile a Camigliatello Silano.

Mi trovavo a Camigliatello nei giorni di Ferragosto per qualche giorno di vacanza. Durante una passeggiata su un sentiero, un forte scroscio d’acqua ha attirato la mia attenzione. Incuriosito, ho lasciato il sentiero per provare a capire da dove provenisse il rumore, fino a quando mi sono imbattuto in un serbatoio d’acqua potabile dell’acquedotto di Camigliatello Silano, immerso nel bosco e semi-nascosto alla vista dei viandanti.

Ho notato subito che qualcosa non andava, perché la porta del serbatoio era del tutto assente. Dopo essere entrato senza alcuna difficoltà, ho notato che le tubature in ghisa erano arrugginite, e presentavano almeno due perdite vistose nel tratto finale, ben visibili nonostante il buio in fondo al serbatoio. Da queste due perdite uscivano getti d’acqua forti e continui, che sul momento ho stimato prudenzialmente in un paio di litri d’acqua al secondo. Una quantità d’acqua potabile pari che arrivare a superare tranquillamente i 7 metri cubi all’ora, o forse anche di più.

Un particolare delle tubature forate, da cui sono evidenti due potenti getti d’acqua.

Ho scattato alcune foto che allego. Il getto d’acqua urtava contro le pareti (inzuppate d’acqua e umidità) e poi cadeva per gravità in un cunicolo buio ed angusto, che la torcia del mio smarthphone non riusciva ad illuminare, anche a causa della presenza di rovi cresciuti all’interno della struttura. Pertanto non mi è stato possibile seguire il flusso d’acqua, che però sicuramente veniva disperso chissà dove all’esterno, visto che il fondo del serbatoio era solo in parte allagato d’acqua. Probabilmente la rottura della tubatura è recente, ma la presenza dei rovi suggerisce che la manutenzione non viene effettuatta da più tempo. Recatomi sul posto anche nei giorni seguenti, non ho constatato lavori di manutenzione in atto né mi sono imbattuto in operai. 

Parte del fondo del serbatoio sembra allagata. Mentre, nella nota località turistica, l’acqua è stata razionata ad agosto durante le ore notturne.

Oltre allo spreco di una risorsa preziosa, e all’evidente stato di generale abbandono della struttura, mi chiedo se la facilità di accesso ad un serbatoio di acqua potabile possa rappresentare un pericolo per la salute e per la sicurezza delle persone. In ogni caso, ritengo che infrastrutture simili debbano essere presidiate meglio. Molto spesso si sente parlare di “condotte colabrodo”, ma mai avrei immaginato che le perdite possano verificarsi anche all’interno degli stessi serbatoi d’acqua, dove eventuali perdite sono rilevabili in tempo reale mediante il confronto tra acqua in entrata e quella in uscita. Spero che la situazione sia nota alle autorità locali e che queste si attivino presto per riparare almeno la perdita, ed alleviare così il disagio dovuto al razionamento d’acqua che sta colpendo anche il territorio di Camigliatello, tradizionalmente ricchissimo di acque.

 

 

 

 

 

 

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