La “monnezza” calabrese alla conquista dei mercati internazionali

L’ICE pubblica le statistiche regionali sull’andamento del commercio estero calabrese nel primo trimestre del 2017. Come già accaduto nel 2016, continuano a crescere le esportazioni calabresi di rifiuti. Ma, questa volta, a ritmi notevolmente superiori.

di Matteo Olivieri

Il primo trimestre del 2017 fa registrare un portentoso miglioramento dell’export calabrese nel confronto con l’analogo periodo del 2016. A renderlo noto è l’ICE, nel consueto aggiornamento della banca dati sul commercio estero. Le esportazioni sono state pari infatti a 103,6 milioni di euro, in aumento di oltre il 20% rispetto al periodo Gennaio-Marzo del 2016, quando avevano toccato quota 85,03 milioni di euro. Invece diminuiscono, anche se di poco, le importazioni, passate da 146,5 del primo trimestre del 2016 a 142,04 milioni di euro dell’analogo periodo del 2017. Il saldo commerciale è dimezzato rispetto al 2016 ma comunque ancora negativo, per una cifra pari a 38,3 milioni di euro.

Le esportazioni calabresi nel primo semestre 2017 fanno registrare un aumento del +21,9% rispetto all’identico periodo del 2016.

Tra le principali categorie di prodotti esportati risultano – in ordine di importanza commerciale – i  prodotti chimici (22,06 milioni di euro),  frutta e ortaggi lavorati e conservati (12,3 milioni di euro), metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi e combustibili nucleari (11,1 milioni di euro),  prodotti di colture permanenti (8.194 milioni di euro) e…rifiuti (6,4 milioni di euro). Quest’ultima voce è quella che ha fatto registrare il più deciso balzo in avanti rispetto al primo trimestre del 2016, quando il valore di merce esportata era pari ad appena 27 mila euro. In particolare, la categoria “rifiuti” (codice ATECO 381) comprende sia i “rifiuti solidi non pericolosi”, sia i “rifiuti pericolosi, solidi e non solidi”, ma non è dato sapere la percentuale delle singole voci.

Nel periodo 1 trimestre 2016-2017, i rifiuti sono passati dalla settima alla quinta voce più importante dell’export calabrese.

La dinamica, già in atto da tempo, e segnalata proprio da Peopleconomy in un articolo dello scorso mese di aprile intitolato «Se la Calabria esporta “monnezza”», a quanto pare sta acquisendo maggiore rilevanza, tanto è vero che da settima voce dell’export calabrese, adesso i rifiuti sono diventati la 5 voce in ordine di importanza. In assenza di dati più dettagliati sui principali mercati di sbocco dei rifiuti calabresi, non rimane che guardare alle statistiche nazionali. Sempre l’ICE ci informa che i rifiuti made in Italy prendono vie diverse: al primo posto troviamo stabilmente la Cina, seguita da Germania e Spagna, mentre per quanto riguarda le importazioni, i principali partner commerciali sono Germania, Francia e Stati Uniti.

Tra le importazioni calabresi, spicca la categoria “Pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati” (15,0 milioni di euro), seguita da “autoveicoli” (12,06 milioni di euro), “oli e grassi vegetali e animali” (9,3 milioni di euro), ” Prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma” (7,8 milioni di euro) e “Prodotti in legno, sughero, paglia e materiali da intreccio” (6,03 milioni di euro). 

 

 

 

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