Export italiano, la crescita nel primo semestre 2017 è “intensa e diffusa”

L’Istat diffonde l’aggiornamento trimestrale sull’andamento delle esportazioni italiane, che sono in crescita sia nel mercato intra-UE che extra-UE. Nel complesso, nel primo semestre del 2017 l’istituto di statistica ha rilevato dinamiche di crescita dell’export “intense e diffuse” rispetto allo stesso periodo del 2016. Ma non mancano eccezioni e sorprese.

di Redazione

Crescono le esportazioni italiane nel secondo trimestre del 2017, rispetto ai primi tre mesi del 2017. La conferma arriva dall’Istat, nella sua rilevazione trimestrale diffusa oggi. A beneficiare dell’aumento delle vendite all’estero sono state soprattutto le regioni nord-occidentali (+2,6%), seguite poi dall’Italia centrale (+1,8%). Male invece le regioni nord-orientali (-0,4%) e l’Italia meridionale e insulare (-1,9%), dove si è registrata una contrazione abbastanza marcata delle esportazioni.

Secondo l’Istat, il maggior aumento tendenziale delle esportazioni nel primo semestre del 2017 ha riguardato le vendite di autoveicoli e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici.

Su base cumulata, l’aumento medio delle esportazioni nazionali nel primo semestre del 2017 si attesta all’8,0%, ma l’incremento risulta di maggiore intensità nelle regioni insulari (+36,2%), nel Nord Ovest (+9,1%) e nell’Italia centrale (+8,8%). Bene, ma comunque sotto la media nazionale, la dinamica dell’export nelle regioni del Nord-Est (+5,6%), mentre il Mezzogiorno rimane fanalino di coda (+0,5%). Nei primi sei mesi del 2017, il maggior aumento tendenziale delle esportazioni ha riguardato le «vendite di autoveicoli» dalle regioni Lazio (+226,9%) e Piemonte (+40,5%), nonché di «articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici» dalla Lombardia (+40,5%). In particolare, questi soli due settori hanno contribuito «alla crescita dell’export nazionale per oltre un punto percentuale (1,3 punti)». Da segnalare anche il risultato della Sicilia (+43,9%) e dalla Sardegna (+49,7%), dovuto soprattutto alla vendita di «prodotti petroliferi raffinati». Bene anche «l’incremento dell’export di macchine e apparecchi» da Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, il cui contributo alla crescita delle esportazioni nazionali è calcolata in «quasi un punto (0,8 punti)».

Non sempre ad una crescita delle esportazioni regionali corrisponde un contributo positivo alle esportazioni nazionali, come nel caso della Calabria, che pur avendo fatto registrare una crescita del +8,3% delle esportazioni, non ha di fatto contribuito per nulla alla variazione delle esportazioni nazionali.

Nei primi sei mesi del 2017 le regioni che hanno maggiormente contribuito alla crescita percentuale delle esportazioni nazionali sono state soprattutto quelle del Nord Italia, con Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto in testa. Per quanto riguarda invece la variazione riferita alle esportazioni regionali , i maggiori tassi di crescita si ritrovano in Sardegna (+47,5%), Sicilia (+30,3%), e Valle d’Aosta (+26,6%), Liguria (+19,7%), Lazio (+15,5%), Piemonte (+11,3%), Toscana (+8,8%), Calabria (+8,3%), Lombardia (+7,4%), Emilia-Romagna (+6,4%), e Veneto (+6,1%), ma non sempre ad una crescita delle esportazioni regionali corrisponde un contributo positivo alle esportazioni nazionali, come – per esempio – nel caso della Calabria, che pur avendo fatto registrare una crescita del +8,3% delle proprie esportazioni, non ha di fatto contribuito per nulla alla variazione delle esportazioni nazionali. Invece, le regioni che hanno fatto registrare i maggiori contributi negativi sono prevalentemente nel Mezzogiorno, con Molise (-39,8%) e Basilicata (-10,1%) in testa, seguite da Friuli-Venezia Giulia (-1,0%) e Marche (-1,2%). 

Per quanto riguarda poi i dati provinciali, l’Istat conferma che nei primi sei mesi dell’anno, i migliori risultati hanno riguardato le province di Frosinone, Torino, Milano, Monza e Brianza, Siracusa e Cagliari. Male invece Trieste (-27,6%), Latina (-14,1%), Potenza (-10,8%) e Ascoli Piceno (-14,2%), dove si è registrato un contributo negativo alla crescita delle esportazioni nazionali.

Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna sono le maggiori esportatrici verso i paesi dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda i mercati di sbocco, nel 2017 sono state Lombardia ed Emilia-Romagna (+7,3% entrambe), Veneto (+6,4%) e Piemonte (+8,3%) le regioni che hanno contribuito maggiormente all’aumento delle vendite verso i paesi Ue (+7,2%) rispetto al primo semestre del 2016. Aumentate “in misura rilevante” anche le esportazioni di Sardegna (+37,4%) e Valle d’Aosta (+28,0%).

Per quanto riguarda infine le esportazioni verso i mercati extra Ue (+9,1%), le regioni più dinamiche sono state Lombardia (+7,6%), Piemonte (+15,9%), Lazio (+27,7%), Toscana (+9,9%), e Sicilia (+42,9%). Aumento considerevole anche per Sardegna (+55,4%), Liguria (+27,5%) e Valle d’Aosta (+24,9%).

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