Divari economici in aumento nell’Area dell’Euro

Crescono i divari all’interno dell’Area dell’Euro. La Germania si conferma il principale importatore di valuta da altri paesi, mentre paesi come la Spagna e l’Italia sono tra i principali paesi esportatori. Integrazione e mercato unico sotto pressione. 

di Redazione

La Banca Centrale Europea (BCE) ha diffuso oggi i dati relativi a “Target 2”, il sistema di pagamento che consente il trasferimento di grandi quantità di moneta tra le banche dell’Unione Europea in tempo reale. Si tratta di un dato molto atteso dalla comunità finanziaria, perché “Target 2” è considerato una buona approssimazione delle evoluzioni in atto nella bilancia dei pagamenti dei paesi dell’Area dell’Euro.

“Target 2” è infatti la principale piattaforma europea per il regolamento di crediti e debiti di importo rilevante, e per questo motivo viene utilizzata sia dalle banche centrali che dalle banche commerciali per trattare pagamenti in euro in tempo reale. Secondo i dati ufficiali della Banca Centrale Europea, «sono più di 1.700 le banche che usano Target2 per eseguire operazioni in euro, per proprio conto o per conto della clientela. Se si considerano succursali e filiazioni, attraverso Target2 è possibile raggiungere oltre 55.000 banche (e i loro clienti) in tutto il mondo». Attualmente, al sistema “Target 2” partecipano 20 banche centrali dell’Area dell’Euro (inclusa la BCE) e 5 banche centrali di paesi che non adottano l’Euro quale valuta comune, cioè Bulgaria, Croazia, Danimarca, Polonia e Romania. A partire da settembre 2015, la BCE pubblica questi numeri in un database comune con un ritardo di due mesi.

I dati diffusi oggi si riferiscono quindi a Gennaio 2017, e mostrano una ripresa dei differenziali economici tra le economie dell’Area Euro. In particolare, la Germania si conferma il principale importatore netto di valuta (crediti) da altri paesi, mentre paesi come la Spagna e l’Italia sono i principali esportatori di valuta (debiti) verso altri paesi. «I sistemi di pagamento sono la “rete idraulica” che permette alla moneta di fluire nell’economia», spiega la BCE sul suo sito. Nel 2015, per esempio, il sistema Target 2 ha processato – giornalmente – quasi 350.000 richieste di pagamenti per un valore medio di 5,3 milioni di Euro.

I dati, rielaborati in maniera indipendente dall’Institute of Empirical Economic Research (IEW) dell’Università di Osnabrück in Germania, vengono offerti al pubblico a cadenza mensile. Nella nota diffusa dall’IEW si spiega che «Target 2 è stato un indicatore-chiave della crisi della bilancia dei pagamenti in Europa, e continua ad essere un indicatore della stabilità finanziaria nell’Area Euro».

Il fatto che i divari economici siano in aumento all’interno dell’Area dell’Euro dovrebbe quindi rappresentare un motivo di preoccupazione, poiché gli squilibri persistenti nella bilancia dei pagamenti potrebbero mettere a rischio l’intero processo di integrazione europea e porre a dura prova la fiducia dei mercati. “Il forte aumento degli ultimi mesi nei crediti vantati dalla Germania è attribuibile principalmente alla crescente fuga di capitali dall’Italia così come ai programmi di acquisto di titoli governativi decisi dalla BCE a sostegno dell’Italia“, ha dichiarato di recente l’economista Clemens Fuest, presidente dell’IfO-Institute for Economic Research di Monaco di Baviera, secondo cui la persistenza degli squilibri è un segnale che i mercati non funzionino correttamente.

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