Banca d’Italia, in Calabria solo deboli segni di miglioramento

La Banca d’Italia ha pubblicato la nota di aggiornamento congiunturale sull’econmia calabrese. Nel corso del 2017 è proseguita la ripresa dei consumi, associata però ad una riduzione del risparmio delle famiglie. Confermata la fase di moderata crescita, ma rimangono ampi i divari rispetto ai livelli pre-crisi. 

di Matteo Olivieri

L’aumento dell’occupazione ha riguardato soprattutto i lavoratori autonomi (+6,6 per cento). Sono aumentati i prestiti bancari alle famiglie consumatrici (+3,0 per cento su base annua), in linea con il dato nazionale.

L’attività economica in Calabria continua a mostrare segni di miglioramento, sia nella produzione industriale sia nel settore dei servizi, soprattutto grazie al «progresso dei consumi delle famiglie e alla positiva stagione turistica». Questo dato emerge dalla nota di aggiornamento congiunturale della Banca di Italia sull’economia calabrese, pubblicata ieri.

Il quadro complessivo è tuttavia ancora a tinte fosche. Ai timidi segnali di recupero che emergono dopo una lunga fase negativa, non è seguito un adeguato «processo di accumulazione del capitale», che secondo la Banca d’Italia «resta debole». Come conseguenza, la crescita nell’industria è aumentata ad un «ritmo contenuto», mentre le esportazioni, seppure ulteriormente cresciute, rimangono però «ancora modeste», e la politica bancaria in tema di concessione dei finanziamenti a imprese e famiglie ha mostrato, solo «deboli segnali di distensione».

Il tasso di disoccupazione è sceso al 22,4 per cento (dal 24,0 del 2016), rimanendo comunque !nettamente superiore” a quello italiano (11,5%).

Tra i settori che hanno maggiormente beneficiato della crescita vi sono l’agroalimentare, i prodotti chimici e i macchinari, le cui le esportazioni hanno continuato ad aumentare, in particolare versoi paesi dell’Unione Europea, dove si concentra circa il 45 per cento delle vendite calabresi all’estero. Bene anche il turismo. In particolare, in base a stime provvisorie dell’Osservatorio sul turismo della Regione Calabria, nei primi otto mesi dell’anno le presenze di turisti in regione sarebbero cresciute del 5,5 per cento rispetto all’anno precedente. L’incremento avrebbe riguardato sia la componente nazionale sia quella estera.

Male invece il settore dei trasporti, su cui ha inciso il «sensibile calo del traffico di container» nei primi nove mesi dell’anno (-11 per cento) registrato nel porto di Gioia Tauro, ed il «brusco calo» del numero di passeggeri negli aeroporti calabresi nei primi otto mesi dell’anno. Secondo la Banca d’Italia, «tale dinamica è riconducibile alla riduzione dei flussi nell’aeroporto di Reggio Calabria (-24 per cento) e alla chiusura, da  novembre 2016, dell’aeroporto di Crotone», mentre è lievemente aumentato il traffico nell’aeroporto di Lamezia Terme (0,9 per cento), dove alla riduzione della componente nazionale si è contrapposta la forte crescita dei passeggeri su voli internazionali.

Su base provinciale, l’ammontare di prestiti concessi dalle banche è sistematicamente inferiore a quello dei depositi, ad eccezione di Crotone, dove il rapporto è invertito, sia pur di poco.

Il costo del credito si è lievemente ridotto ma il divario rispetto ai tassi applicati a livello nazionale «è rimasto invariato e particolarmente elevato per i tassi a breve termine (circa tre punti percentuali)». Nel secondo trimestre del 2017, i tassi di interesse medi sui prestiti a breve termine si sono attestati al 7,4 per cento, quelli sulle nuove erogazioni a medio e lungo termine al 3,0 per cento. Sul fronte dei prestiti erogati dal sistema bancario al settore privato non finanziario, è proseguita la crescita nel primo semestre del 2017, e la qualità del credito «ha continuato gradualmente a migliorare», analogamente a quanto osservato nel Paese, ma le nuove sofferenze in rapporto al totale dei prestiti (c.d. tasso di deterioramento, attualmente sceso al 3,5 per cento) continua a essere più elevato rispetto a quello nazionale. 

Degno di nota anche il fatto che i depositi bancari sono ancora al di sotto del livello dei prestiti. In particolare, secondo le statistiche fornite dalla Banca d’Italia, la crescita dei depositi ha avuto «un andamento sostanzialmente stazionario», sebbene si sia registrato un aumento dei depositi delle imprese, compensata però da una «riduzione della componente relativa alle famiglie». L’aumento dei prestiti ha riguardato però solo le aziende medie e grandi, mentre si è interrotto il calo (in atto dal 2012) per quelle con meno di 20 addetti. Le concessioni di prestiti non hanno riguardato tutti i settori, ma «sono risultati differenziati». Inoltre, la dinamica dei prestiti «continua ad essere eterogenea per dimensione di banca», visto che il credito erogato dai primi 5 gruppi bancari nazionali ha avuto un andamento pressoché stazionario, mentre si è rafforzata la crescita dei prestiti per gli altri istituti di credito (4,5 per cento a fine giugno). La crescita dei prestiti ha riguardato principalmente il settore dei servizi (4,4 per cento), mentre si è interrotta nel manifatturiero, ed è risultata ancora in forte diminuzione nell’edilizia (-6,0 per cento).

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