OCSE, l’economia mondiale cresce a singhiozzo

L’OCSE vede un rafforzamento in atto nell’economia globale, ma afferma che sono necessarie azioni politiche integrate per mitigare i rischi ancora presenti nel settore finanziario, per migliorare la capacità di investimento privato e per una ottenere crescita più forte e inclusiva. In Italia, la politica fiscale è vulnerabile ad aumenti dei tassi di interesse, ma le riforme a favore della crescita e l’aumento graduale dell’avanzo primario rimangono le ricette fondamentali per ridurre il rapporto debito pubblico/PIL.

di Matteo Olivieri

La crescita annua dell’economia mondiale dovrebbe migliorare di poco nel 2018, pur rimanendo al di sotto del livello pre-crisi e più basso anche dei livelli delle riprese registate negli ultimi trimestri. Insomma, ripresa dell’economia sì, ma a singhiozzo. Ne è convinta l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che pochi giorni fa ha diramato le sue previsioni economiche per il periodo 2018-2019. 

“L’economia globale vola basso e a rischio di turbolenze finanziarie”, ha detto il capo economista dell’OCSE Catherine Mann.

In particolare, l’OCSE prevede che l’economia mondiale crescerà del 3,6% quest’anno, del 3,7% nel 2018 e del 3,6% nel 2019. Le proiezioni riflettono i leggeri miglioramenti nell’economia globale degli ultimi mesi, ma anche preoccupazioni per il lungo periodo dovute a fattori che inibiscono la crescita e che non rendono l’economia più forte e più inclusiva. Tra questi, vengono citati i «persistenti effetti che una prolungata crescita sotto la media stanno avendo sulle prestazioni del settore privato» e, in particolare, sull’ammontare degli investimenti, del commercio e della produttività.

Per quanto riguarda le singole aree del mondo, negli Stati Uniti la crescita è stimata al 2,2 percento nel 2017, e continuerà ad aumentare fino al 2,5 percento nel 2018, prima di rallentare al 2,1 percento nel 2019. Il Canada, la cui economia è destinata a crescere del 3% quest’anno, rallenterà al 2,1% nel 2018 e all’1,9% nel 2019. La crescita in Giappone è invece prevista all’1,5 percento per il 2017 (dato in peggioramento rispetto alle previsioni OCSE di Settembre) e dovrebbe attestarsi intorno all’1% sia nel 2018 che nel 2019.

La competitività dell’economia italiana rimane persistentemente indietro nel confronto con la media dei paesi OCSE.

L’area dell’euro riflette prestazioni migliori di quanto previsto nella prima metà del 2017, a seguito di un migliorato contesto economico caratterizzato da maggiore occupazione, una politica monetaria accomodante ed una maggiore crescita dei consumi e degli investimenti. Per questo motivo, le previsioni dell’OCSE dicono che l’economia europea nell’area dell’euro dovrebbe aumentare del 2,4% nel 2017 e del 2,1% nel 2018 (revisioni al rialzo rispetto alle precedenti proiezioni dovute ad una maggiore crescita nei principali paesi europei), prima di rallentare nuovamente fino all’1,9% nel 2019. Tra le economie più forti, la Germania dovrebbe crescere del 2,5% nel 2017, del 2,3% nel 2018 e dell’1,9% nel 2019, mentre le previsioni per la Francia parlano di una crescita dell’1,8% nel periodo 2017-18 e dell’1,7% nel 2019. 

Per quanto riguarda l’Italia, si dovrebbe assistere ad una crescita dell’1,6% quest’anno, e ad nuovo un moderato rallentamento all’1,5% nel 2018 e all’1,3% nel 2019. In particolare, secondo l’OCSE,  a favorire la ripresa economica italiana – con una crescita degli investimenti delle imprese (soprattutto in macchinari e attrezzature) – sono stati soprattutto i «generosi incentivi fiscali», e «l‘aumento della domanda esterna» che sta sostenendo la crescita delle esportazioni. Tuttavia – aggiunge l’OCSE – «la creazione di posti di lavoro dipende sempre più da contratti temporanei». 

Male invece il Regno Unito, dove è atteso un ulteriore rallentamento della crescita economica ancora nel 2018, a causa della persistente incertezza sull’esito dei negoziati riguardanti la decisione di lasciare l’Unione europea, come pure dell’impatto di una inflazione in risalita, che sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie. In questo contesto, l’economia del Regno Unito dovrebbe crescere dell’1,5 percento quest’anno, l’1,2 percento nel 2018 e l’1,1 percento nel 2019. Per quanto riguarda le altre economie, in Cina la crescita è prevista al 6,8% nel 2017, al 6,6% nel 2018 e al 6,4% nel 2019, valori che dovrebbero riflettere in parte l’assestamento in atto nell’economia cinese. In India, invece, la crescita è prevista al 6,7% nel 2017 e al 7,0% nel 2018, prima di raggiungere un tasso del 7,4% nel 2019, grazie alle riforme che dovrebbero aumentare gli investimenti e la produttività. Anche la Russia è avviata verso la ripresa dopo la prolungata recessione, e si prevede che la crescita economica raggiunga l’1,9% nel 2017 e 2018 per poi rallentare all’1,5% nel 2019. Infine, il Brasile dovrebbe uscire dalla recessione facendo registrare un tasso di crescita dello 0,7% nel 2017, 1,9% nel 2018 e 2,3% nel 2019.

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