Turismo, la spesa dei fondi comunitari in Calabria è ferma a zero

Il 2017 si è aperto con l’inserimento della Calabria tra le 52 mete turistiche da visitare al mondo, e si conclude con la scoperta che finora la Regione Calabria non ha speso un solo centesimo di euro di fondi comunitari per la promozione turistica. Una vicenda dai contorni vergognosi, che rischia di diventare l’ennesima figuraccia per la giunta regionale.

di Matteo Olivieri

Dicembre è tradizionalmente il tempo dedicato ai bilanci, ed è quindi anche il momento migliore per chiedersi a che punto siamo con l’utilizzo dei fondi europei nella Regione Calabria. Nonostante siano trascorsi ormai 3 anni dall’inizio della programmazione comunitaria 2014/20, la Calabria si trova ancora in una situazione di ritardo inaccettabile. Infatti, oltre al ritardo iniziale, imputabile alla tardiva approvazione dei due pilastri fondamentali dell’intera programmazione comunitaria per l’Italia dalla parte della Commissione Europea, ovvero il PSR ed il POR/FESR (approvati rispettivamente a novembre 2015 e a settembre 2016, peggio di noi soltanto la Grecia, ndr), si aggiungono i “soliti” ritardi della burocrazia regionale, quella – per intenderci – che il governatore Oliverio ha più volte dichiarato di voler “sburocratizzare”.

“La Calabria si sta orientando verso tariffe più leggere, un’agricoltura biologica e vino ottenuto da uve locali”. Con questa motivazione il New York Times indicava la Calabria tra le 52 mete turistiche mondiali da scoprire nel 2017.

Per quanto riguarda il settore “Turismo e Cultura”, esso è finanziato attraverso i fondi POR/FESR, il cui funzionamento è regolamentato dalle misure prioritarie stabilite nel documento strategico Smart Specialization Strategy (S3) di cui la Regione Calabria si è dovuta obbligatoriamente dotare, a differenza del passato. Si tratta di un documento molto importante, voluto dalla Commissione Europea (il cui testo finale è stato approvato con DGR della Regione Calabria n. 294 del 28 luglio 2016, e dalla Commissione Europea con nota ref Ares (2916) dell’8 settembre 2016), volto a selezionare pochi ambiti di intervento prioritari su cui concentrare le risorse in modo coerente con gli obiettivi stabiliti dalla strategia Europa 2020, per creare così un impatto critico sulle economie regionali. In particolare, il documento S3 della Regione Calabria individua 8 aree prioritarie di innovazione per lo sviluppo intelligente della Calabria, «legate alla valorizzazione della base produttiva e al miglioramento della qualità della vita». Nello specifico, si tratta di agroalimentare, edilizia sostenibile, Turismo e Cultura, logistica, ICT e Terziario innovativo, Smart Manufacturing, ambiente e rischi naturali, scienze della vita.

Ci si aspetterebbe quindi che il settore Turismo e Cultura fosse un fiore all’occhiello della programmazione comunitaria 2014/20 della Regione Calabria, e invece non è così. La Regione Calabria, infatti, non si è ancora dotata di un aggiornamento del “Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile”, che è il documento attuativo della S3 per quanto riguarda appunto il settore Turismo e Cultura. Tale documento è indispensabile per poter impegnare e spendere le risorse comunitarie a valere sull’agenda 2014-2020. Pertanto, soltanto una volta che tale documento strategico verrà approvato, si potrà autorizzare l’utilizzo di fondi fondi comunitari POR/FESR e valutare la capacità di spesa effettiva della Regione Calabria per il periodo di programmazione comunitaria. A quanto si apprende, l’ultimo documento utile è stato realizzato nel 2011, due anni prima della conclusione della precedente agenda comunitaria 2007-2013.

Secondo la Banca d’Italia (11/2017), “in base a stime provvisorie dell’Osservatorio sul turismo della Regione Calabria, nei primi otto mesi dell’anno le presenze di turisti in regione sarebbero cresciute del 5,5 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. L’incremento avrebbe riguardato sia la componente nazionale sia quella estera”.

Per la verità, in data 16 Dicembre 2016 la Regione Calabria ha richiesto alla società Invitalia «la disponibilità alla redazione dell’aggiornamento del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile», ma finora di tale documento non v’è traccia. Ergo, i fondi possono essere impegnati, ma non possono essere materialmente spesi, e l’intero meccanismo si blocca. Sui motivi del ritardo di approvazione di tale documento vi è il più assoluto riserbo, ma – a questo punto – ogni speculazione è legittima. Non potendo rimanere ferma all’angolo, la Regione Calabria ha deciso comunque di dotarsi nel frattempo di un Piano Stralcio Esecutivo, tramite cui individuare le attività da svolgere nel 2017 e da iscrivere poi al futuro Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile, una volta che questo sarà approvato. Come dire, per far vedere che qualcosa si muove, si è cominciato ad individuare le azioni da finanziare per l’anno in corso e solo poi si individueranno le strategie di sviluppo turistico della nostra Regione. Insomma, si lega il carro davanti ai buoi. A riprova di quanto si sostiene, si possono considerare le risorse impegnate (pari a 99.430,00 Euro) per la partecipazione della Regione Calabria alla manifestazione fieristica “Travel Show 2017” di New York (a voler essere pedanti, tale manifestazione è stata organizzata dallo stesso New York Times, che solo poche settimane prima aveva inserito la Calabria tra le 52 mete turistiche al mondo da visitare nel 2017, ndr), evento che è stato finanziato indebitamente a valere sull’azione 6.8.3, che per la verità «sostiene la realizzazione di azioni per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e la promozione delle principali destinazioni turistiche regionali» e non, invece, la pubblicità dell’immagine turistica della Calabria all’estero. 

Come si diceva, il futuro “Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile” dovrà essere coerente con la “Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente della Calabria” (Smart Specialisation Strategy Calabria – S3 Calabria). Pertanto pur non esistendo ancora un “Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile” esiste però un “Piano stralcio esecutivo” contenente le azioni previste per l’anno 2017, che però – per ora – non risultano pagabili. In particolare, le azioni individuate per l’anno 2017 ricadono «specificatamente sugli assi 3 e 6, azioni 3.3.3. (“Sostegno a processi si aggregazione e integrazione tra imprese (reti di imprese”) per la costruzione di un prodotto integrato nelle destinazioni turistiche”), 3.3.4. (“Sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche attraverso interventi di qualificazione dell’offerta e innovazione di prodotto/servizio, strategica e organizzativa”), e 6.8.3 (“Sostegno alla fruizione integrata delle risorse culturali e naturali e alla promozione delle destinazioni turistiche”). In totale, parliamo di circa 20 milioni di euro impegnabili (ma non spendibili!), di cui 18 milioni a valere sulle azioni 3.3.3 e 3.3.4, e 2 milioni soltanto a valere sull’azione 6.8.3. 

Solo il 2% del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR 2014/20) della Regione Calabria, che finanzia anche il settore prioritario “Turismo e Cultura”, risulta effettivamente speso al 2017. Il fondo «mira a consolidare la coesione economica e sociale regionale investendo nei settori che favoriscono la crescita al fine di migliorare la competitività, creare posti di lavoro e correggere gli squilibri fra le regioni». (Fonte: Agenzia per la Coesione Territoriale).

Il fallimento della Regione Calabria nella gestione dei fondi comunitari è facilmente desumibile dalla relazione del Comitato di Sorveglianza del POR Calabria del 22 Giugno 2017 (con dati riferiti al 31 dicembre 2016), a proposito dello stato di attuazione degli assi prioritari nr. 3 “Competitività dei Sistemi Produttivi” e nr. 6 “Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale”. In questa relazione si conferma che la «spesa pubblica ammissibile delle operazioni selezionate» era pari in entrambi i casi a zero centesimi di euro, a fronte di una disponibilità teorica di risorse pari a circa 200 milioni di euro, ed una capacità totale di spesa sugli assi 3 e 6 pari a circa 500 milioni di euro. Soldi che finora non si è saputo spendere, e che molto prevedibilmente rimarranno inutilizzati, visto che siamo già oltre la metà temporale del programma POR. E ancora, se si consulta il sito della Commissione Europea (che riporta i dati aggiornati al 30 settembre 2017), si apprende pure che il totale della spesa cumulata di fondi comunitari relativi al programma POR/FESR della Regione Calabria è pari finora a 54,6 milioni di euro, cifra che equivale ad appena il 2% del totale del budget disponibile (pari a 2.378.956.841 Euro), a fronte di un ulteriore 63% del budget disponibile che ancora non si è neppure deciso come spendere! 

Dagli ultimi dati disponibili del Comitato di Sorveglianza, la Regione Calabria ha finora speso zero centesimi euro nel Turismo e Cultura, settore che è finanziato a valere sugli assi 3 e 6 del POR/FESR 2014/20.

A questo punto, è facile verificare che il solo bando della Regione Calabria nel settore “Turismo e Cultura” in pubblicazione risulta essere il “Bando Offerta Turistica” a valere sull’asse 3 / azione 3.3.4 / Fondo: FESR. Il bando è attualmente in valutazione da 1 mese, dopo che la scadenza era stata già rinviata al 15 Novembre 2017. Quando verranno resi noti i nomi dei vincitori, questi cominceranno a pretendere i pagamenti, ma nessuno potrà pagare loro le spettanze se prima non verrà approvato il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile.

Infine, va detto che anche qualora la Regione Calabria riuscisse a recuperare lo scandaloso ritardo fin qui accumulato nella programmazione comunitaria, il settore “Turismo e Cultura” potrebbe essere finanziato solo per gli “ambiti applicativi prioritari” preventivamente individuati nella S3, ovvero: 1) L’avvio di processi di aggregazione e integrazione tra imprese nella costruzione di un prodotto turistico unitario e nella sperimentazione di modelli innovativi (come, ad esempio, dynamic packaging, marketing networking, tourism information system, customer relationship management); 2) Interventi di qualificazione dell’offerta e innovazione di prodotto/servizio, strategica ed organizzativa, in azioni per favorire l’accesso e il trasferimento delle conoscenze, nonché la qualificazione del capitale umano. Questo vuol dire che interi comparti turistici tradizionali, collegati per esempio all’artigianato artistico o all’ospitalità diffusa, sarebbero comunque esclusi dalla possibilità di accedere ai fondi europei. Dunque, di quale sviluppo turistico stanno parlando i nostri politici?

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