Il Consiglio regionale della Calabria approva la “legge truffa” sul golf

Dopo numerosi rinvii è stata approvata dal Consiglio regionale della Calabria la contestata legge che intende realizzare un qualificato sistema golfistico regionale puntando sulla clientela internazionale. Il giochino è semplice: la Regione mette i soldi e semplifica l’iter amministrativo in barba alle leggi nazionali ed europee, mentre i privati incassano gli utili e gestiscono gli impianti. E, per giustificare il tutto, si gonfiano i numeri dello studio di fattibilità. Ecco una sintesi della legge che a breve verrà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.

di Matteo Olivieri

La Regione Calabria promuoverà il golf attraverso il finanziamento e la realizzazione dei campi e delle strutture ricettive e turistico-alberghiere, mentre i privati si occuperanno della gestione delle strutture. Specifici finanziamenti saranno concessi anche per le spese di manutenzione degli impianti.

Ecco l’idea che ci mancava per la tanto auspicata “svolta” dell’economia calabrese: fare della nostra regione la destinazione Inn dei golfisti internazionali. A partire da zero. La Calabria, che per la verità non ha alcuna seria tradizione golfistica (al momento risultano esistenti 5 impianti da 9 buche, di cui 1 non in funzione, ndr), diventerà a breve un pullulare di campi da golf da 18, 27 e perfino 36 buche. Per la precisione, dopo l’approvazione di ieri della legge regionale ne è prevista la realizzazione nel breve periodo di ben 5 (uno in ogni provincia calabrese) con una superficie media di 100 ettari, a cui se ne aggiungeranno forse altri 10 nel futuro. In totale, 500 ettari di suolo tanto per iniziare, ed una spesa per la Regione Calabria di 10 milioni per campo da golf, ovvero 50 milioni di euro.

“Per vincere contro la concorrenza internazionale occorrerà superare gli schemi che fino ad oggi hanno visto la Calabria come una splendida cornice naturale senza reali contenuti innovativi capaci di essere attrattivi per i turisti di tutto il mondo”, così è scritto nella relazione di accompagnamento alla legge.

La copertura finanziaria della legge avverrà mediante i fondi comunitari dell’Asse prioritario 6 del POR/Fesr Calabria 2014/2020, per intenderci quello destinato alla “Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale”. In particolare, le risorse verranno prelevate dall’obiettivo tematico 6, volto a “Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse”, e “Conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale” (priorità d’investimento 6.c), dichiarati «coerenti e compatibili» con gli interventi nell’ambito del golf. Come mai le due siano coerenti e compatibili rimane un atto di fede, ma rimane forte il sospetto di un uso allegro delle risorse comunitarie.

E’ questo l’ultimo esempio di malapolitica in salsa calabrese, in bilico perenne tra colpi di lupara e cambiali elettorali pagate a scadenza sotto forma di leggi per gli amici degli amici. La legge, dal titolo “Misure per promuovere il turismo sportivo mediante la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici”, è stata approvata ieri nell’ultima seduta utile del 2017 prima della pausa natalizia, e vede come proponenti gli onorevoli Orlandino Greco, Mauro D’Acri, F. D’Agostino,V. Pasqua, e Franco Sergio. L’intenzione è quella di destagionalizzare il turismo, «rendendo la Calabria – così si legge nella relazione introduttiva – una terra capace di attrarre turisti 12 mesi all’anno».

Sono state già individuate le aree in cui si realizzeranno nuovi campi da golf, o si amplieranno quelli esistenti. Le amministrazioni comunali interessate ne sono al corrente?

Ma, oltre agli impianti da golf, andranno previste tutte le opere collaterali, e così la legge si premura di specificare che andranno offerte «adeguate strutture ricettive residenziali e relativi servizi per l’utenza nell’immediato comprensorio territoriale», oppure, in mancanza, «ci sarà la possibilità di insediare nuove ed adeguate strutture nella medesima area dell’impianto con indici volumetrici, vincoli di destinazione e relative penali in caso di chiusura dell’attività ricettiva, da approvare in variante agli strumenti urbanistici comunali vigenti e previo parere di tutti gli enti preposti al controllo». Come dire, con la scusa del golf si consente la costruzione di nuove strutture turistiche di lusso in aree sottoposte a vincolo. Il tutto viene spacciato ovviamente in termini di «premialità» concessa dalla regione Calabria per il «sostegno all’iniziativa». Ed eccoli i comportamenti virtuosi, che giustamente la Regione Calabria si preoccupa di premiare per legge: i siti già individuati nel master plan allegato alla legge, ricadono in aree sottoposte a vincoli ambientale o naturalistico e, in qualche caso, si tratta addirittura di Siti di Importanza Comunitaria (SIC) o Zone di Protezione Speciale (ZPS) tutelati dalla Direttiva Habitat 43/92 della Commissione Europea.

“I campi da golf sono fra le attività che offrono il più elevato contributo all’ambiente ed al recupero di aree naturali degradate”, così si legge nella relazione di accompagnamento alla legge. Peccato che i siti individuati siano quasi tutti sottoposti a vincoli ambientali e naturalistici incompatibili con la realizzazione di campi da golf ed opere ricettive collaterali.

E’ il caso, ad esempio, del sito di Gizzeria, che ospita il SIC “Laghi La Vota” oppure il SIC “Foce del Neto” e la contigua ZPS “Marchesato e Fiume Neto”. Stesso discorso vale anche per il sito Castrolibero-Mendicino, che risulta essere una zona sottoposta a vincolo archeologico come pure quello di “Le Castella”. Per alcuni siti (come nel caso di Sibari o quello di Limbadi e Nicotera), invece, il master plan risulta essere ancora “in corso di elaborazione” e pertanto non è possibile essere più precisi.

Ma, per come è scritto nella legge, qualora la realizzazione dei campi da golf fosse subordinata al rilascio di specifica autorizzazione, è sufficiente che il Comune in cui ricade l’iniziativa convochi una «conferenza dei servizi», per acquisire «tutte le intese, i pareri, i permessi, i nullaosta ed assensi comunque denominati, necessari per l’approvazione». In particolare, la legge specifica all’art. 3 comma 2 che l’approvazione da parte della conferenza di servizi costituisce anche «variante agli strumenti urbanistici vigenti, se non previste le specifiche destinazioni». In questo modo, tutti i vincoli di legge verrebbero a decadere, in barba ad ogni legge nazionale ed europea. Questo giochino è ben noto in Calabria ed il meccanismo è ormai oliato: basta infatti pensare ai disboscamenti connessi alla realizzazione dei nuovi impianti sciistici di Lorica, autorizzati anche in quel caso da apposita conferenza dei servizi, nonostante che l’intervento ricada in pieno territorio del Parco Nazionale della Sila.

Il sito “Foce del Neto”, individuato nel Master Plan sul golf, è un SIC protetto dalla Direttiva Habitat 43/92 della Commissione Europea. Una gestione non in linea con la normativa esporrebbe la Calabria a sanzioni europee.

Come se non bastasse, nella legge sul golf sono previste anche le procedure amministrative agevolate, al fine di «contenere i tempi dei procedimenti approvativi ed autorizzativi, mediante misure di premialità edificatoria nei comuni interessati dalle iniziative». Tra queste, è prevista la possibilità di realizzare edifici e strutture «con un indice di fabbricabilità premiale massimo di mc/mq 0,06, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti». 

Quanto poi allo studio di fattibilità (“master plan) che accompagna il progetto di legge sul golf, si tratta di numeri da paese della cuccagna: si calcola infatti che ci saranno circa «375.000 presenze all’anno fuori della stagione turistica classica», che – nelle 50 settimane di operatività annuale (altrove si parla di 8 mesi, ndr) – garantiranno 57.9 milioni di fatturato. Una cifra che corrisponde a circa 1.000 utenti al giorno (895 per la precisione), ognuno dei quali spenderà in media 180 euro. Ovvero, 6.295 giocatori di golf a settimana, equivalente alla capienza di ben 7 voli charter a settimana. Da notare, infine, che come fonte dei dati si indica lo stesso studio di fattibilità allegato al progetto di legge e denominato “Calabria Golf Destination”. Insomma, per convincere della bontà di numeri farlocchi, si cita lo stesso studio di fattibilità. Ci sarebbe da ridere, se non fosse un ulteriore esempio tragico della situazione in cui versa questa povera Calabria. Sarà la svolta per l’economia della Calabria, è stato tutto studiato nei minimi dettagli, così vogliono farci credere? Credibilità zero, mistificazione della realtà infinita!

 

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