Rifiuti, nel 2017 triplicato l’export dalla Calabria

L’ICE aggiorna le statistiche sull’andamento del commercio estero calabrese nei primi nove mesi del 2017. Oltre ai prodotti agroalimentari di qualità, si conferma la crescita inarrestabile del settore dei “rifiuti”…il cui fatturato risulta triplicato rispetto allo stesso periodo del 2016.

di Matteo Olivieri

Nel periodo gennaio-settembre 2017 la crescita della bilancia commerciale calabrese è stata positiva, con le esportazioni (+12,7%) che hanno superato le importazioni (+10,1%).

Nei primi 9 mesi del 2017 l’esportazione di rifiuti dalla Calabria ha toccato quota 15 milioni di euro. Un valore praticamente triplicato rispetto allo stesso periodo del 2016, quando aveva toccato quota 5,5 milioni di euro. Un nuovo record negativo, che straccia quelli precedenti relativi al 2014 e 2015. A renderlo noto è l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nel consueto aggiornamento della banca dati sul commercio estero regionale.

L’aumento esponenziale dei “rifiuti” provenienti dalla nostra regione, fa di questa tipologia di beni la settima (7.a) voce più importante dell’export calabrese, subito dopo prodotti chimici, frutte e ortaggi lavorati, metalli, locomotive e materiale rotabile ferro-tranviario, prodotti alimentari e prodotti di colture permanenti. Il controvalore dei “rifiuti” rappresenta ormai più del 4% del totale di merci esportate dalla Calabria, che ammonta a circa 350 milioni di euro. In particolare, la categoria “rifiuti” (codice ATECO 381) comprende sia i “rifiuti solidi non pericolosi”, sia i “rifiuti pericolosi, solidi e non solidi”, ma dalle statistiche fornite dall’ICE non è dato sapere la percentuale delle singole voci.

Nei primi 9 mesi del 2017, il fatturato sui rifiuti calabresi esportati è cresciuto del 66% rispetto ai 12 mesi del 2016.

Nel complesso, la bilancia commerciale calabrese relativa alle prime 10 categorie di merci segna un leggero attivo, con il valore delle esportazioni superiore di circa 39,2 milioni di euro rispetto alle importazioni.

Tra le importazioni calabresi, si conferma il primato della categoria “Pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati” (52,9 milioni di euro), seguita da “oli e grassi vegetali e animali” (32,9 milioni di euro) che nei primi 3 trimestri del 2017 ha fatto registrare un considerevole balzo in avanti, rispetto agli 11,8 milioni di euro dello stesso periodo del 2016. Bene anche i ”Prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma” (28,4 milioni di euro), che rimangono sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2016. Male invece la categoria da “autoveicoli” (12,06 milioni di euro), che scende al quarto posto.

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