POR Calabria, il Comitato di Sorveglianza accerta errori, ritardi e risultati gonfiati

Si è svolta ieri 2 febbraio a Reggio Calabria la quarta riunione del Comitato di Sorveglianza del POR Calabria 2014/20. Obiettivo dell’incontro è stata la valutazione dello stato di attuazione della spesa comunitaria in Calabria. Peopleconomy vi propone una sintesi dell’incontro, come non la leggerete da nessun’altra parte.

di Matteo Olivieri

Che la attuale giunta della Regione Calabria fosse la più pasticciona, includente e incompetente dell’intera storia repubblicana, è cosa ormai arcinota. Ma che il livello di reputazione tecnico-politica fosse così infimo, si sta mostrando puntualmente in tutte le occasioni ufficiali, le quali confermano che la narrazione dei fatti raccontata ai calabresi differisce dalla realtà oggettivamente verificabile da chiunque.

Svolto il Comitato di Sorveglianza del POR Calabria 2014-2020
Il Programma POR Calabria 2014/20, ha una dotazione finanziaria complessiva di 2,379 miliardi di euro, ed è strutturato in 14 Assi, di cui 10 Assi cofinanziati dal programma FESR, per un investimento programmato di 2,040 miliardi di euro (pari all’86% del totale) e 4 Assi dal programma FSE, per un importo totale di 339 milioni di euro (pari al 14% del totale).

Ultima conferma in ordine temporale, è quella contenuta nei documenti della 4. riunione del Comitato di Sorveglianza del POR Calabria 2014/20, svoltasi ieri a Reggio Calabria per discutere dello stato di attuazione dei fondi comunitari. Ma, mentre nei comunicati stampa ufficiali si lascia intendere una buona prova per la giunta regionale, confermata dalla presunta «efficacia della gestione» del programma, tanto che la Regione non viene definita più come «fanalino di coda nei programmi operativi», ma ormai addirittura «nel gruppo di testa», avendo prodotto «una spesa in linea con quella nazionale» anche grazie al «recupero del ritardo» e «alla tensione e allo sforzo profuso per raggiungere i target di spesa fissati e soprattutto per produrre ricadute importanti sul territorio», i documenti discussi durante la riunione di Reggio Calabria (scaricabili a questo link) dicono tutt’altro.

Infatti, le risultanze dell’attività di verifica «hanno evidenziato prioritariamente una consistente sovrastima del target dell’indicatore finanziario per tutti gli Assi del Programma». In particolare, «l’indicatore finanziario è stato parametrato – in senso migliorativo – ad una errata valutazione del livello del target n+3», ovvero «non al netto dell’ammontare degli importi ricevuti a titolo di anticipazione», risultando così in un importo complessivo pari a 595 milioni di euro, cifra «ben superiore al corretto target n+3, pari a 363 milioni di euro (+232 milioni di euro)». La relazione continua dicendo che «sulla base di tale supposizione inesatta è stato quindi definito l’indicatore finanziario del Performance Framework (PF), risultando in un livello del target evidentemente sovrastimato». Tale «errata metodologia» di calcolo «costituisce – secondo i valutatori – presupposto legittimo per procedere ad una revisione dei target interessati», a norma del Regolamento di esecuzione (UE) 215/2014 – par. 5.6. In altre parole, si procederà a rivedere le somme a disposizione della Regione Calabria!

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Nello specifico, per il programma FESR i super-dirigenti della Regione Calabria hanno considerato un target di 521 milioni di euro, in luogo del corretto valore di 322 milioni di euro, mentre per il programma FSE gli stessi i dirigenti hanno considerato un target di 74 milioni di euro, in luogo del corretto valore di 41 milioni di euro. Errori imperdonabili, che – riferiti all’intero Programma POR – equivalgono ad una sovrastima del “target n+3” di ben 232 milioni di euro, ad un livello di 595 milioni di euro, un valore «ben superiore al livello corretto, pari a 363 milioni di euro».

Secondo il giudizio dei valutatori, «tali errati valori di partenza sono stati utilizzati per calcolare l’incidenza degli obiettivi minimi di spesa rispetto alla dotazione complessiva dei due fondi» che risultano così non conformi rispetto al loro valore reale. Quindi, tutti i dati forniti dalla Regione Calabria in merito allo stato di attuazione del POR Calabria 2014/20 sono stati finora sballati e dovranno pertanto essere ricalcolati. In particolare, lo scostamento del Performance Framework (PF) del FESR ammonta a 4,4 milioni di euro (corrispondente a 525 milioni di euro) in più del target n+3 ipotizzato dalla Regione Calabria, e a 4,8 milioni di euro rispetto al target n+3 del FSE, fissato a 79 milioni di euro. Alla luce di tale «attestata errata valutazione», si renderà quindi necessaria la revisione dello stesso, mediante l’applicazione della metodologia di calcolo voluta dalla Commissione europea, per sostituire il valore fornito dalla Regione Calabria.

I dati forniti dalla Regione Calabria presentano una «errata metodologia» di calcolo, che – secondo i valutatori della Commissione europea, ha comportato una «consistente sovrastima del target dell’indicatore finanziario per tutti gli Assi del Programma». 

C’è da dire che anche senza questi errori, la performance relativa allo stato di attuazione del POR Calabria 2014/20 sarebbe comunque insufficiente. Infatti, sempre nei documenti della riunione del 2 febbraio 2018, si legge che «il FESR registra impegni per il 28,5% e pagamenti per il 6,3%». Ovvero, su 2,3 miliardi di euro dell’intero programma, ad oggi la Regione Calabria ha speso effettivamente appena 135,5 milioni di euro, una cifra che equivale al 5,8% del totale. Tale cifra, è bene ricordarlo, include sia la spesa già certificata che quella ancora da certificare, e pertanto tali valori devono essere considerati preliminari e come tali, dovranno superare il vaglio della certificazione da parte della Commissione europea. Stando alle parole rivolte dal Governatore Mario Oliverio nel corso del suo intervento, «a poco più di due anni dall’avvio vero e proprio del POR 14-20, la Calabria ha attivato procedure per 1.543.581.875 di euro, pari al 65% del totale, con una spesa certificata al 31 dicembre 2017 di 125.248.829 euro pari al 5,3%». Quindi, a fine dicembre 2017 è accertato un ulteriore scostamento dello 0,5% tra spese effettuate e spese certificate dalla Commissione europea. Il rischio è che la mancata certificazione della spesa possa causare la restituzione dei fondi, ovvero – in mancanza – una multa che verrà pagata dai calabresi.

Ad ogni modo, nell’ambito dei 14 assi del POR Calabria, le migliori performance sono al momento registrate dall’Asse 5 “Prevenzione dei Rischi” (impegni 93,6%, pagamenti 41,8%), nonché dall’Asse 7 “Sviluppo delle Reti di Mobilità Sostenibile” (impegni 45%, pagamenti 16,2%), e dall’Asse 2 “Sviluppo dell’Agenda Digitale” (impegni 31,3%, pagamenti e spese certificate 11%), mentre l’Asse 4 “Efficienza Energetica e Mobilità Sostenibile” (che comprende anche la metrotramvia di Cosenza e quella di Catanzaro) ha assunto impegni per 38,6 milioni di euro e ha effettuato pagamenti pari allo 0,3% dell’asse. Tutti gli altri assi sono fermi a 0% di spesa effettiva. Per quanto riguarda invece il FSE, le azioni cofinanziate registrano un livello di impegni e pagamenti, rispettivamente, pari al 2,6% e all’1,8% della dotazione prevista dal vigente piano finanziario.

Il Governatore della Calabria Mario Oliverio continua a confondere gli “impegni di spesa” con la “certificazione di spesa” realmente effettuata. La spesa certificata al 31 dicembre 2017 è di 125, 2 milioni di euro, cifra pari ad appena il 5,3% di 2,3 miliardi di euro.

Insomma, un vero e proprio bagno di sangue, caratterizzato da incompetenza, approssimazione e tanta vanagloria. L’attività di valutazione, quantificazione e identificazione puntuale delle modifiche da apportare agli indicatori del POR Calabria è ancora in corso, e solo una volta che verrà conclusa, verranno comunicate le relative risultanze da parte della struttura di gestione al Comitato di Sorveglianza, il quale formulerà la conseguente proposta di modifica del POR. Altro tempo prezioso che verrà perso per rimettere in carreggiata la programmazione comunitaria della Regione Calabria. Nel frattempo, le già annunciate dimissioni del dirigente generale alla programmazione comunitaria della Regione Calabria Paolo Praticò, saranno presto effettive, ed il nuovo dirigente generale sarà chiamato ad immergersi prontamente nel ruolo, evitando che altro tempo prezioso venga sprecato lungo la via. Ne va delle possibilità di sviluppo economico della regione Calabria.

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