PSR Calabria, è ufficiale: fondi a rischio disimpegno

Resi noti i dati aggiornati sull’avanzamento di spesa dei fondi FEASR relativi al Piano di Sviluppo Rurale delle regioni italiane. A prima vista, la Calabria si colloca tra le regioni virtuose, ma ad uno sguardo più attento emergono numerose criticità, a partire dal rischio di disimpegno automatico dei fondi. Ecco una guida per leggere correttamente i dati.

di Matteo Olivieri 

Nel quarto trimestre del 2017 le regioni italiane hanno speso una quota di fondi comunitari FEASR pari a 165,4 milioni di euro, che diventano 354,7 milioni di euro se si considera la quota di compartecipazione statale e regionale. L’avanzamento di spesa relativa al Piano di Sviluppo Rurale a livello nazionale è ora pari a circa il 13,4%.

Nonostante che il livello di avanzamento della spesa legata al Piano di Sviluppo Rurale 2014/20 (PSR) della Regione Calabria sia superiore alla media nazionale, esiste un rischio concreto di disimpegno automatico della risorse. Così, dopo i deludenti risultati resi noti solo poche settimane fa sullo stato di attuazione del programma POR FESR Calabria, un’altra doccia fredda arriva riguardo all’altro pilastro dell’agenda comunitaria 2014/20, appunto il PSR. È stato pubblicato infatti il rapporto aggiornato al quarto trimestre del 2017, contenente informazioni dettagliate sul livello di spesa pubblica effettivamente sostenuta a valere sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, sul Programma Nazionale per lo Sviluppo rurale e sul Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020, tutte iniziative cofinanziate da risorse FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

Ebbene, la percentuale di avanzamento della spesa rendicontata dalla Regione Calabria ha raggiunto al 31 dicembre 2017 la quota dell’18,45%. Meglio della Calabria hanno fatto solo il Trentino Alto Adige (60,81%) il Veneto (29,21%) e l’Umbria (18,57%). Quello calabrese è un dato certamente superiore alla media nazionale (che invece è del 13,4%), ma che riserva pure alcune sorprese. Dietro questa media, si nascondono però risultati meno rosei di quanto si potrebbe sperare. Infatti, analizzando le singole voci che compongono la media calabrese, si apprende che la percentuale di avanzamento per le 20 Misure del programma PSR della Regione Calabria, varia quasi sempre da 0% a circa il 10%. Le uniche eccezioni, con valori superiori al 10%, riguardano la Misura 13 “Indennità per zone soggette a vincoli naturali” (62,25%), la Misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” (16,41%), la Misura 11 che prevede erogazioni per “Agricoltura biologica” (35,98%), la Misura 14 con incentivi per il “Benessere degli animali” (21,56%) e, non ultima, la Misura 8, che prevede sovvenzioni per lo “Sviluppo di aree forestali ed il miglioramento della redditività delle foreste”.

Così, le uniche misure che non conoscono la crisi sono quelli che prevedono pagamenti diretti a superficie, o in base al numero di capi di bestiame, oppure per tipologia di coltivazioni o, infine, compensazioni economiche per mancati guadagni. Insomma, misure automatiche che non hanno nulla a che fare con lo sviluppo rurale del territorio calabrese, inteso come possibilità di sviluppo per persone che abitano i territori rurali, ma che spesso si risolvono in elargizioni, erogazioni se non, addirittura, in veri e propri finanziamenti a fondo perduto. Nel rapporto si quantifica anche il rischio di disimpegno automatico delle risorse assegnate alla Regione Calabria. In particolare, la cifra relativa alla c.d. “regola N+3” corrisponde attualmente a circa 126 milioni di Euro, ovvero il 5,99% del budget disponibile per il 2015, ma ancora non speso. E, se la Regione Calabria non troverà il modo di spendere questi fondi entro il 2018, la Commissione Europea dovrà ridurre i pagamenti futuri e sarà costretta a rimodulare le risorse a beneficio delle altre regioni più brave della nostra.

Nelle regioni italiane più sviluppate, la capacità di spesa raggiunge i 255 milioni di euro, mentre nelle regioni meno sviluppate la spesa pubblica rendicontata ammonta a 65,6 milioni di euro e per le regioni in transizione risulta pari a 14,4 milioni di euro. Da inizio programmazione ad oggi sono stati spesi complessivamente 2,8 miliardi di euro, pari a 1,37 miliardi di euro di quota FEASR.

Giova a tal proposito ricordare che i fondi per lo sviluppo rurale messi a disposizione dell’Unione Europea nella programmazione 2014-2020 per i 28 paesi membri sono pari a 95 miliardi di Euro. Le risorse disponibili per l’Italia ammontano a 10,4 miliardi di Euro di sola quota comunitaria (un incremento pari a 1,443 miliardi di euro a prezzi correnti rispetto alla precedente programmazione 2007-2013, quando erano quasi 9 miliardi di euro). E, se alle risorse finanziarie strettamente comunitarie si aggiungono anche quelle derivanti dal cofinanziamento nazionale, si determina un livello di spesa pubblica nazionale complessiva di ben 20,8 miliardi di euro (superiore di circa il 6% circa rispetto a quella della programmazione 2007-2013). Limitandoci alla sola quota di fondi comunitari di 10,4 miliardi di Euro assegnati all’Italia, la Regione Calabria risulta destinataria – come si diceva – di ben 1,1 miliardi di Euro, ovvero più del 10% del totale nazionale e circa l’1% del totale europeo. Una cifra enorme, che indica la grande attenzione riservata alla nostra regione, e che ora sarebbe immorale non riuscire a spendere, come pure altrettanto immorale sarebbe spendere senza riuscire a creare autentico sviluppo rurale!

Per come si legge nel rapporto, «laddove, i target intermedi e finali non siano stati conseguiti in maniera soddisfacente sono possibili sanzioni; in particolare la Commissione potrà procedere alla sospensione dei pagamenti nel 2019 e a correzioni finanziarie in chiusura (art. 22 paragravi 4 e 5 del Reg. 1303/2013)». Come forse si saprà, l’ammontare originario del PSR attribuito alla Regione Calabria era di 1,1 miliardi di Euro, somma poi decurtata del 3% in occasione dell’ultima  seduta del Consiglio Regionale del 2017, prima della pausa natalizia. La speranza è che nel prossimo futuro non si rendano necessarie altre decurtazioni!

 

 

 

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