Sorpresa, il 16% della Calabria sarà ZES. Ma manca la copertura finanziaria.

Presentato pubblicamente il Piano di Sviluppo Strategico della ZES di Gioia Tauro. Il Governatore Oliverio parla di 10-15.000 posti di lavoro «in pochi anni», ma la strada per l’effettiva istituzione non è ancora cominciata: manca l’ultimo atto dovuto, ovvero il decreto governativo che approva la proposta di istituzione della ZES avanzata dalla Regione Calabria nonché l’autorizzazione finale da parte della Comissione Europea. A parte ciò, manca pure la ricognizione delle imprese disposte ad investire in Calabria e la copertura finanziaria di almeno altri 200 milioni di euro. Ecco perché era (ed è) fondamentale parlare di “nesso economico-funzionale”. Cosa che però nessuno vuole fare.

di Matteo Olivieri

ZES: PRESENTATO A SAN FERDINANDO IL PIANO DI SVILUPPO STRATEGICO
«Costante il rapporto anche con gli enti titolati che hanno profuso impegno continuo, a partire dall’Autorità portuale, dalla Direzione marittima, da Corap e Sacal e i confronti programmatici con forze sociali, sindacali, datoriali, università, enti locali interessati, Città metropolitana e Province, Camere di Commercio» ha dichiarato il Governatore della Regione Calabria Mario Oliverio.

Chi come me ha seguito via web la diretta dell’incontro di presentazione del Piano di Sviluppo strategico della ZES di Gioia Tauro, ha incontrato grande imbarazzo. Alle difficoltà di ordine tecnico, legate alla gestione della strumentazione in sala, si sono sommate lunghe affermazioni velleitarie sulla “storicità” del momento da parte del Governatore Mario Oliverio, nonché la mancanza di materiale informativo (annunciato come già presente sul sito internet della Regione da parte dell’assessore ai trasporti Francesco Russo, ed invece disponibile solo a distanza di ore). Insomma, l’incontro di oggi si è risolto pressoché esclusivamente in affermazioni roboanti e ad effetto – spesso contraddittorie – riguardanti le “solite” potenzialità di una terra come la Calabria, difficile e con voglia di riscatto. Ma c’è un punto a cui forse non è stato dedicato sufficiente attenzione mentre si snocciolavano numeri e cifre di ciò che si preannuncia come l’ennesimo disastro collettivo calabrese: secondo l’assessore Russo, infatti, ha affermato che «in avvio ci sono 200 milioni di euro per tutte le Zes del Mezzogiorno» ma «nei nostri modelli d’analisi abbiamo previsto che siano indispensabili almeno 308 milioni per la sola Zona Economica Speciale di Gioia Tauro». Come dire, mentre i fondi governativi decisi per il solo triennio 2018-2020 col decreto 12/2018 (che autorizza l’istituzione delle ZES) ammontano a «25 milioni di euro nel 2018, a 31,25 milioni di euro nel 2019 e a 150,2 milioni di euro nel 2020» da ripartire tra tutte le ZES che verranno istituite in Italia, mancano oggi all’appello almeno 200 milioni di euro per la sola ZES di Gioia Tauro. Ammesso che a partire subito – come è stato ripetuto – siano le sole due ZES in lizza, ovvero quella calabrese e quella campana. Altrimenti, il fabbisogno di denaro aumenterebbe ancor di più. In un paese normale si griderebbe allo scandalo, mentre in Calabria c’è qualcuno cha a questa notizia esulta di gioia.

Il documento strategico elaborato dalla Regione Calabria include questa mappa ma senza alcuna indicazione grafica della perimetrazione ufficiale.

Durante gli interventi di oggi è mancato invece qualsiasi intervento di rappresentanti delle organizzazioni presenti in sale, ed è mancata pure la ripresa televisiva dell’intervento del sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, che pure nelle scorse settimane aveva polemizzato fortemente col Governatore Oliverio, accusandolo di aver già preparato i piani di sviluppo della ZES senza essere stato minimamente coinvolto. Insomma, prioritario all’incontro di oggi era azzerare la possibilità che emergesse qualsiasi forma di dissenso pubblico. Come si ricorderà, in una lettera di fuoco indirizzata dal sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà al Governatore della Calabria Mario Oliverio lo scorso 28 febbraio, si dichiarava che «la Città Metropolitana di Reggio Calabria e le parti sociali operanti sul suo territorio, tra le quali, Sindacati, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Camera di Commercio e Confindustria, rivendicano con forza il diritto a partecipare alla definizione degli strumenti e dei progetti di sviluppo del proprio territorio». A distanza di circa 10 giorni da quella lettera, nuovi comunicati stampa del 9 marzo annunciavano che l’incontro chiarificatore tra i due si era tenuto e che, in quella circostanza, il Sindaco Falcomatà aveva ripetuto che «quella della Zes è una partita troppo importante per essere relegata ad una mera questione di tecnicismi burocratici. A fronte di un risultato fondamentale per il percorso di sviluppo della Calabria, è necessario individuare un percorso condiviso e concertato, aperto al territorio e alle sue forze sociali, capace di recepire le istanze che provengono dalle istituzioni deputate al governo del territorio e all’intera comunità metropolitana».

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«La Città Metropolitana intende entrare a pieno titolo in questo processo – ha dichiarato il sindaco Falcomatà lo scorso 9 marzo – partecipando alla scrittura del piano strategico insieme alla Regione Calabria» Ma il piano nel frattempo era già pronto.

Insomma, fino a poche settimane fa il «percorso condiviso e concertato, aperto al territorio e alle sue forze sociali» non era ancora neppure cominciato. Oggi, invece, l’assessore Russo ha parlato di «sforzo corale» che ha richiesto un «intensissimo lavoro di squadra, con riunioni convocate a ripetizione anche nel giro delle 48 ore» con tutte le organizzazioni datoriali, sindacali e territoriali. Considerato il recente periodo di festività pasquali, è lecito chiedere quando tali riunioni si saranno svolte? A parte ciò, oggi è mancato del tutto qualsiasi riferimento ai punti-chiave della discussione, su cui ognuno attendeva risposte, ovvero la chiara identificazione del perimetro della ZES e la corretta definizione del nesso economico-funzionale che lega aree. Al loro posto, sono state mostrate – con molta fretta – mappe geografiche generiche che non chiariscono eventuali dubbi. Peraltro l’assessore Russo si è scusato col pubblico presente in sala per eventuali dimenticanze di alcuni territori… E, infatti, nelle sue slide, manca indicazione degli impatti economici e sociali sulle aree quali il porto di Reggio Calabria (10 ettari) e quello di Villa San Giovanni (4 ettari) nonché l’aeroporto di Reggio Calabria (27 ettari), evidentemente un contentino dell’ultim’ora inserito su pressioni proprio del sindaco Falcomatà. Il pubblico connesso dal web, invece, non ha neppure potuto vedere le immagini proiettate, perché l’attenzione dell’operatore era tutta concentrata sui relatori.

«Noi riteniamo che la ZES possa rappresentare un’opportunità per rilanciare il transhipment nel porto di Gioia Tauro. E’ un problema strategico per il Paese e per l’Europa», ha dichiarato il Governatore Mario Oliverio.

Dalle notizie certe appurate dal solo audio, è stato possibile ricostruire ben poco. E’ stato detto che il perimetro definitivo della ZES è fissato in 2.476 ettari, di cui circa «il 50% ricadente a Gioia Tauro. Considerato che la superficie del porto è di circa 350 ettari, ed altrettanti sono quelli della zona retroportuale (fonte: Autorità Portuale di Gioia Tauro), alla ZES di Gioia Tauro apparterrebbero altri circa 530 ettari, che però – in questo momento – nessuno sa dove saranno concretamente localizzati. Gli ulteriori circa 1.230 ettari mancanti verrebbero ripartiti tra le province di Vibo Valentia, Crotone, Catanzaro e Cosenza, secondo una formula – mostrata fugacemente dall’assessore – che però non è stata né discussa né spiegata, adducendo a motivo il fatto di voler evitare i tecnicismi. Insomma, la formula da cui discende la ripartizione territoriale va presa per buona come atto di fede! Come pure, un altro atto di fede riguarda il «gruppo di giovani» delle università calabresi che hanno materialmente lavorato al documento: chi siano, quali competenze abbiano non è dato saperlo. Tutto lasciato nell’ambiguità e nel vago. Tutto davvero molto strano!

Il carro legato avanti ai buoi. Secondo il Governatore Mario Oliverio, ora comincia la «ricerca di imprenditori che possano essere interessati alle aree ZES e alle aree di crisi, perché nulla deve essere lasciato al caso.»

Altrettanto vaghe sono risultate le affermazioni di Mario Oliverio riguardo alla creazione di «almeno 10-15mila nuovi posti di lavoro». Di che lavoro si parla? In quanto tempo? Il problema della vaghezza delle ricadute occupazionali è uno dei tanti nodi da sciogliere presto, visto che si è fatto riferimento a più riprese all’ennesimo “cronoprogramma” che nel giro di «pochi anni» dovrebbe produrre risultati positivi. In ogni caso, la dimensione della ZES Calabria (a questo punto è davvero difficile chiamarla di Gioia Tauro) è enorme! Per avere un confronto, va considerato che – a detta dello stesso Oliverio – la dimensione media delle ZES è di circa 400 ettari. In Calabria invece, 6 volte tanto. Tale differenza è stata motivata con la particolare situazione sociale ed infrastrutturale della Calabria. Sarà anche vero, ma – paradossalmente – tanto più si allarga la superficie della ZES e tanto meno forte è il nesso “economico-funzionale” tra le aree, a parità di fondi disponibili aumenta la probabilità che la ZES si trasformi per i calabresi nell’ennesima partita persa prima ancora di averla giocata.

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