Istat, Calabria: disoccupazione doppia rispetto alla media italiana

La Calabria fa registrare tassi di disoccupazione doppi rispetto alla media nazionale, mentre il tasso di occupazione nella classe di età compresa tra 15 e 64 anni è di 18 punti inferiore alla media nazionale, del 58,0%. Il numero di persone in cerca di occupazione tocca quota 148.000, il 5% del dato nazionale. 

di Redazione

L’Istat ha pubblicato l’aggiornamento sulla situazione del mercato del lavoro nelle regioni e nelle province italiane, con dati relativi ai primi mesi del 2018. Per quanto riguarda la Calabria, il tasso di occupazione nella classe di età compresa tra 15 e 64 anni risulta essere del 40,8% (a fronte di una media nazionale del 58,0%). Tale dato corrisponde a 537.000 persone che lavorano su una popolazione residente di 1,961 milioni di persone. La provincia che risulta avere più occupati è Vibo Valentia (44,2%), seguita da Catanzaro (43,6%), Cosenza (41,5%), Crotone (39,4%) e Reggio Calabria (37,5%). Tra i settori maggiormente in grado di assorbire occupazione in Calabria vi sono i servizi (392.000 occupati), seguiti da agricoltura (60.000), industria in senso stretto (44.000) e costruzioni (40.000).  Rimangono dunque notevoli le differenze col resto d’Italia. 

Anche per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, la Calabria fa registrare tassi doppi rispetto alla media nazionale. Infatti, mentre l’Italia ha un valore dell’11,2%, in Calabria la Cifra arriva a quota 21,6%. La situazione è particolarmente grave a Crotone, dove si registra un tasso del 29,0%, e a Reggio Calabria (22,2%), mentre Cosenza (21,2%), Catanzaro (19,4%) e Vibo Valentia (18,0%) hanno valori di poco inferiori alla media regionale.

Infine, il numero di persone in cerca di occupazione in Calabria tocca quota 148.000, il 5% del dato nazionale, che invece fa tocca quota 2.907.000. In questo caso, è Cosenza la città dove si registra il maggior numero di persone in cerca di occupazione (53.000), seguita da Reggio Calabria (40.000), Catanzaro (25.000), Crotone (19.000) e Vibo Valentia (10.000).

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