La discarica di Castrolibero incendia la campagna elettorale

Si infiamma la discussione pubblica intorno al tema della discarica di Castrolibero, il “mostro che sta per tornare in funzione”. Dopo averne negato per giorni la riapertura, ora il sindaco Giovanni Greco cambia strategia e annuncia: «a riempimento avvenuto, diventerà un Parco Tematico didattico per la sperimentazione di sistemi di risparmio energetico e la diffusione della cultura del rispetto dell’ambiente.» 

di Matteo Olivieri

E’ un finale incandescente di campagna elettorale, quello che si preannuncia in vista delle prossime elezioni comunali di Castrolibero, fissate per il prossimo 10 giugno. A tenere banco è ancora una volta la questione della discarica, su cui pende da anni il progetto di realizzazione di una “cittadella energetica” per la captazione dei biogas prodotti dalla discarica, da realizzare mediante un investimento pubblico-privato di tipo project financing. Ma, se fino a pochi giorni fa, il ritornello era che la discarica è ormai chiusa da anni, e quindi ogni critica veniva etichettata come polemica strumentale, ora qualcosa è cambiata ed il sentimento popolare pure. Cittadini, associazioni e movimenti stanno infatti prendendo coscienza che dall’esito del voto potrebbe dipendere la possibilità di riapertura del sito, e quindi  le prossime elezioni comunali stanno acquisendo un valore sovra-comunale.

Finora tenuta sotto silenzio, la questione della discarica riapre la partita delle prossime elezioni comunali di Castrolibero. Secondo il sindaco, “La cittadella energetica rappresenterà un vero e proprio centro di riferimento per la sostenibilità ambientale e la valorizzazione della frazione non riciclabile dei rifiuti”.

E così, nelle ultime ore si stanno diffondendo i nei comunicati stampa dei due concorrenti alla carica di sindaco, Michaela Anselmo (M5S) e Francesco Calvelli (Progetto Comune), entrambi contrari alla riapertura della discarica ed alla trasformazione in cittadella energetica. Dal canto suo, il sindaco uscente Giovanni Greco, in cerca di rielezione, non potendo più tenere a bada il malcontento popolare, parla di «notizie totalmente infondate» che «rischiano solamente di creare inutili allarmismi nella popolazione», nonché di «enorme quantità di inesattezze». Tra le presunte “inesattezze” vi sarebbe per esempio il fatto che «la discarica in località Destre-Spizzirri, la cui apertura risale al 1999, è chiusa dal 2010». Purtroppo per lui, a smentirlo sono gli atti prodotti dalla sua stessa giunta comunale, che appena 6 mesi fa – era Settembre 2017 – ha approvato il «Progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di “realizzazione della viabilità di accesso alla discarica R.S.U. – lavori di completamento 1° lotto funzionale», nonché il «Progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di “completamento realizzazione della cittadella energetica con la produzione di biogas da impianto di recupero – 1^ fase invaso da 95.0000 mc”. La notizia della pubblicazione degli atti è stata data solo a Novembre 2017, e da me prontamente divulgata a mezzo stampa.

Questo aspetto è particolarmente grave, perché nel comunicato stampa del sindaco Giovanni Greco si prosegue dicendo che «il progetto iniziale della Cittadella Energetica è stato rimodulato prevedendo l’utilizzo di un volume di abbanco in discarica di gran lunga inferiore a quello originariamente ipotizzato (circa 90.000 mc, 1/10 del volume previsto nel primo protocollo d’intesa con la Regione)», laddove perfino i documenti prodotti dalla sua stessa giunta comunale affermano che l’invaso da 95.0000 mc riguarda solo la 1^ fase del progetto. Quindi, in futuro seguiranno altri metri cubi, ma forse è un argomento troppo scottante per parlarne in campagna elettorale o allarmare gli elettori. Dunque, meglio non svegliare il cane che dorme! Inoltre, le affermazioni del sindaco sono smentite anche dagli atti ufficiali della Regione Calabria, pubblicati sul BURC del 26 Ottobre 2015, ed in particolare il decreto del dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, con cui si esprime «parere favorevole di compatibilità ambientale» al progetto di «ampliamento per la realizzazione della cittadella energetica con la produzione di biogas da impianto di recupero 1. fase – nuovo invaso da 95.000 m3». Rimane pertanto in piedi il contenuto del protocollo d’intesa – firmato il 30 ottobre del 2008 tra l’allora Presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio, il Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ed il sindaco di Castrolibero Orlandino Greco – con il quale la città di Castrolibero metteva a disposizione il proprio territorio comunale per realizzare una mega-discarica da 900.000 metri cubi, in cambio di fondi regionali. 

Nel goffo tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto, il sindaco uscente fa tuttavia l’errore di ammettere che il progetto di cittadella energetica va avanti, tanto è vero che ne tesse le lodi: «la produzione di energia dal metano prodotto nel bacino di conferimento, per come previsto nella cittadella energetica, è una possibilità di valorizzazione del rifiuto, durante la post-gestione della discarica controllata e realizzata, nel pieno rispetto delle norme vigenti». E annuncia: «a riempimento avvenuto, dopo aver assicurato con idonea copertura e nuove alberature la tenuta ambientale della discarica esaurita, rimarrà un Parco Tematico didattico per la sperimentazione di sistemi di risparmio energetico e la diffusione della cultura del rispetto dell’ambiente.» Quello di cui il sindaco Giovanni Greco si dimentica di parlare è che le discariche hanno un periodo di post-gestione di almeno 30 anni, e quindi forse parla al suo elettorato di un’idea che forse vedrà la luce tra due o tre generazioni, mentre un sindaco dovrebbe parlare di problemi e di soluzioni immediatamente operative. Poi, in un estremo tentativo di tranquillizzare gli animi, il sindaco uscente afferma pure che il conferimento alla discarica di tipo R.S.U. (Rifiuti Solidi Urbani) di servizio della cittadella energetica verrà «limitato alla sola frazione non riciclabile (inerte)». Tutto ciò non ha senso, perché – in un paese normale – non ci sarebbe alcun motivo di mandare materiale umido, organico e sfalci vegetali in discarica, potendo essere tranquillamente smaltiti in altro modo, proprio perché si tratta di materiale inerte. 

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A ottobre del 2008 veniva siglato il protocollo di intesa con il quale il Comune di Castrolibero metteva a disposizione il proprio territorio per l’ampliamento della discarica e la realizzazione di una cittadella energetica.

A quanti ancora oggi dicono che la discarica sia chiusa da anni, non dategli credito. E’ un mostro che sta per tornare in funzione. Ormai anche il sindaco uscente lo ha ammesso pubblicamente. A me lo ha detto – su mia esplicita domanda – la scorsa estate nel corso di un evento pubblico a cui ero stato invitato da alcune associazioni del posto. Quindi nulla di nuovo, ma molti cittadini ancora ne sono ignari! Eppure, tutti gli atti amministrativi che l’attuale giunta comunale e la Regione Calabria hanno approvato negli ultimi anni vanno in direzione dell’ampliamento e della messa in esercizio di questa discarica. Noi siamo qui per metterci la faccia e dire che vogliamo un cambiamento reale, fatto da persone che prendano sul serio a cuore la tutela del ambientee della salute delle persone. Perché ciò accada, servono persone realmente animate dall’amore e dalla cura del proprio territorio, in modo da chiudere definitivamente questa discarica e aprire un pagina nuova per il territorio di Castrolibero.

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