Calabria, inclusione sociale: fermi a zero i fondi europei

Colpo di scena: il Comitato di Sorveglianza del POR Calabria prende atto che la Giunta Oliverio ha tagliato i fondi destinati alla ricerca, per dirottarli sull’acquisto degli autobus elettrici nell’ambito dell’accordo di programma firmato con i sindaci di Cosenza e Rende per la realizzazione della metrotramvia. Nel frattempo, la povertà e la diseguaglianza sociale tocca nuovi record ma i fondi per l'”inclusione sociale” sono fermi a zero. E l’anno prossimo ci sono le nuove elezioni regionali.

di Matteo Olivieri

E’ cominciata con circa un’ora di ritardo la riunione semestrale del Consiglio di Sorveglianza del POR-FESR-FSE Calabria 2014/20, tenutasi oggi all’Università della Calabria, per fare il nuovo punto della situazione sullo stato di avanzamento della spesa dei fondi comunitari. All’incontro, che ha visto il magnifico Rettore Gino Mirocle Crisci fare gli onori di casa,  hanno partecipato anche il Governatore della Calabria Mario Oliverio ed i rappresentanti delle agenzie nazionali ed europee coinvolte nel monitoraggio e nella programmazione dei fondi europei in Calabria. A fare da contorno, oltre ai rappresentanti di numerose organizzazioni datoriali e sindacali, vi erano tra gli altri anche i dirigenti generali Domenico Pallaria e Luigi Zinno, i quali sono intervenuti in due focus dedicati rispettivamente alla “depurazione” ed al progetto di “Collegamento aeroporto Lamezia – stazione – Catanzaro lido”.

Dopo i saluti di rito, la giornata è entrata subito nel vivo dei lavori, con la presentazione dello stato di avanzamento del POR curata da Paola Rizzo, Autorità di Gestione del POR 2014/2020, che ha anche coordinato la seduta del Comitato di Sorveglianza. Si è così appreso che, entro il 31 dicembre 2018 occorrerà raggiungere l’obiettivo di spesa certificata di 363 milioni di euro, in modo da evitare il disimpegno automatico di risorse comunitarie per gli anni 2019 e 2020. Un obiettivo non semplice da raggiungere, se si considera che dal 2 febbraio 2018 ad oggi (quindi, negli ultimi 5 mesi) è stato possibile certificare una cifra di appena 82,48 milioni di euro, pari a circa 16 milioni di euro al mese,mentre entro il 31 dicembre occorrerà certificarne altri 280 milioni di euro, ovvero più di 3 volte tanto. Su quali iniziative la Regione Calabria investirà i tanti milioni di euro residui (che rischiano di tornare indietro a Bruxelles), rimane un mistero. Infatti, i dati ufficiali, spacchettati per singolo Asse, sono stati annunciati per il prossimo incontro semestrale, quando forse sarà ormai troppo tardi, considerata appunto la possibilità di disimpegno automatico dei fondi.

L’unico elemento che è stato possibile appurare, tuttavia, è che lo stato di avanzamento della spesa comunitaria non è affatto omogena, bensì diversificata. Così, se la performance finanziaria del Fondo Europeo di Sviluppo regionale (FESR), ha consentito alla Calabria di portarsi «quasi in linea per la prima volta con la media italiana», anche grazie alla enorme spesa in “Grandi Progetti”, tra cui la tanto criticata metrotramvia Cosenza-Rende-Unical, il Fondo Sociale Europeo (FSE) – che supporta le politiche volte a promuovere l’occupazione e sostenere i disoccupati, aiutare i giovani a trovare un lavoro, fornire competenze innovative per adattarsi ai cambiamenti sociali e promuovere l’invecchiamento attivo o la conciliazione tra lavoro e famiglia – fa registrare performance decisamente meno allettanti.

«Purtroppo per l’Asse 10 “Inclusione sociale” ci sono valori ancora pari a zero» – ha detto Egidio Campoli, rappresentante della Commissione europea per il FSE – mentre «i dati cumulativi del fondo FSE sono più bassi rispetto al FESR». In media, i dati effettivamente certificati al 30 aprile 2018 parlano di un livello di impegno della spesa pari al 2% del totale delle risorse disponibili, e di 1,78% dei pagamenti realmente effettuati. «Tali dati – continua Campoli – non possono di certo dirsi soddisfacenti», ed anche il ricorso a spiegazioni semplicistiche – quali l’insorgere della crisi finanziaria – «non può più essere una giustificazione». Il vulnus principale del ritardo della programmazione europea in Calabria risiede nei tempi eccessivamente dilatati tra pubblicazione del bando, nomina della commissione aggiudicatrice e raggiungimento degli obiettivi e dei destinatari ultimi dei bandi. In alcuni casi, ha aggiunto Campoli, si è assistito perfino a sostituzioni in corsa di alcuni componenti delle commissioni di gara, che hanno finito per rallentare ulteriormente le procedure di gara, laddove «è necessario avere una tempistica certa».

Il rischio emerso durante l’incontro è che – pur di certificare la spesa entro i termini previsti – si avviino progetti di qualità scadente, oppure si spendano fondi in “grandi opere” che non producono impatti positivi sui territori né risolvono le cause di squilibri sociali, economici e demografici della nostra regione. In ogni caso, emerge come finora la Regione Calabria abbia dato la massima priorità a progetti complessi ed accentrati, piuttosto che a progetti immediatamente attivabili e decentrati. Una scelta che sta procurando dilatazione dei tempi, risultati insoddisfacenti e, soprattutto, una scarsa capacità di intercettare i reali bisogni delle persone. Al riguardo, si è appreso che la Regione Calabria ha di recente comunicato a Bruxelles la proposta di rimodulare il Por Calabria 2014/20, riducendo le somme disponibili sull’Asse 1 “Promozione della Ricerca e dell’Innovazione”, ed aumentandole sugli Assi 3 “Competitività dei sistemi produttivi” e 4 “Efficienza energetica e mobilità sostenibile”. In quest’ultimo asse rientrano i progetti di metrotramvia di Cosenza e Catanzaro, entrambi contestatissimi dagli esperti del settore e, nel caso di Cosenza, anche da un nutrito Comitato No Metro. In altre parole, la giunta Oliverio ha deciso di tagliare i fondi destinati ad iniziative volte a favorire la permanenza in Calabria di giovani super-specializzati, e di investire in autobus elettrici. Varrà la pena ricordarsene alla prossima occasione utile in cui si parlerà di “giovani”. Impassibile il Governatore Oliverio, che nel commentare i risultati esposti dal rappresentante della Commissione europea, ha tirato dritto e affermato:”Procediamo nella direzione giusta“. Beh, se questa è la direzione giusta, non c’è che da prepararsi al peggio!

P.S. Tale articolo è da considerarsi integrativo rispetto al comunicato stampa diramato dalla Regione Calabria, ed è pensato per fornire una chiave di lettura indipendente su come si sono svolti i lavori del 5. Comitato di Sorveglianza del POR Calabria 2014/20.

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