Rende, crisi idrica. Per il Comune è siccità ma i dati ISPRA smentiscono

Per l’ISPRA, Ottobre è stato un mese di piovosità superiore alla media, ma per il Comune di Rende siamo in piena emergenza siccità. Sullo sfondo si gioca la partita della gestione dei servizi idrici comunali.

di Matteo Olivieri

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale di appena qualche giorno fa, il direttore di “Acque Potabili e Servizi Idrici Integrati” Alessandro Tenuta (società che gestisce il servizio idrico per conto del Comune), era intervenuto su richiesta del sindaco di Rende per una informativa riguardante la crisi idrica che sta interessando buona parte della provincia di Cosenza servita dall’acquedotto Abatemarco, ed il territorio di Rende in particolare. «I mesi di Settembre, Ottobre, Novembre – ha detto Tenuta – sono i periodi di massima magra delle sorgenti; quest’anno, in particolare, si è verificato, ed è attualmente in essere, un abbassamento delle portate delle sorgenti che giungono dal Pollino e che,  inoltre, alimentano il grosso Acquedotto  Abatemarco.» L’affermazione ha suscitato subito molte perplessità, considerato che l’inverno 2017 è stato particolarmente nevoso in tutta la Calabria, e l’estate 2018 particolarmente piovosa. Tuttavia, il responsabile di Acque Potabili ha proseguito il suo ragionamento spiegando che «in questo momento, purtroppo, si sta registrando una diminuizione dell’acqua del 40%, vale a dire circa 40 litri in meno rispetto alla normale fornitura di acqua di 110 l/s». 

Secondo l’ISPRA l’ultimo trimestre dell’anno sta registrando tassi di piovosità ed umidità superiori alla media. Ma per il Comune di Rende siamo in emergenza siccità.

Solo pochi giorni prima, il responsabile della So.Ri.Cal. (società che gestisce tra l’altro anche l’acquedotto Abatemarco) nel corso di una intervista televisiva aveva parlato invece di una carenza idrica del 16%. Insomma, numeri ballerini che non convincono più nessuno, e che fanno sorgere il sospetto che la causa dell’ammanco di acqua (che rimane irrisolta) vada ricercata altrove. Per provare a fare chiarezza definitivamente sulla questione, abbiamo dato un’occhiata al “bollettino siccità” emesso da ISPRA, che si basa sullo SPI (Standardized Precipitation Index) un indice di siccità meteorologica. Tale indice conferma – per quanto riguarda i mesi di Agosto, Settembre ed Ottobre 2018 – l’assenza di situazioni di siccità. Anzi, l’indice meteo segna addirittura una situazione di piovosità e umidità dell’aria superiore (+1, “umido”) alla norma. Estendendo l’analisi agli ultimi 12 mesi, la situazione risulta addirittura migliorata, poiché l’indice di Ottobre 2018 segna una umidità di +1,5 (“molto umido”) rispetto ad Ottobre 2017.

La siccità è una “condizione temporanea di relativa scarsità di risorse idriche”. Si ha siccità meteorologica quando le precipitazioni medie in un luogo risultano nettamente inferiori alla media climatologica. Ma, nel caso della Calabria, l’indice assume valori di umidità superiore alla media del periodo.

Anche il progetto Copernicus della Commissione europea conferma che la tutta la parte Nord della Calabria sta vivendo un periodo “leggermente umido”, con SPI compreso tra il valore 1 ed 1,5. Cosa che è a tutti nota, meno che ai nostri amministratori locali, che pur di arrampicarsi sugli specchi, inventano di sana pianta notizie inesistenti. Ecco dunque che, «per sopperire alla riduzione della portata d’acqua – scrive in una nota il Comune di Rende – i tecnici di Acque Potabili e Sorical SPA, le due società che gestiscono il servizio idrico, stanno avviando delle manovre aggiuntive sulle condotte adduttrici per superare le criticità dovute alla carenza idrica delle sorgenti. Si tratta di interventi mirati per far arrivare e garantire l’acqua anche nelle zone più alte del territorio, in cui il disagio è maggiore: Roges, Commenda, Arcavacata; garantendo che l’acqua resti in pressione. Dunque, i tecnici di Aque Potabili, in costante contatto con il Comune di Rende e Sorical, stanno cercando di mettere in atto tutte le operazioni possibili affinchè i disagi, causati da una crisi idrica di tale portata, vengano limitati. “

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