OCSE, «In Italia il cuneo fiscale è al 47,8%»

Tassazione sui redditi da lavoro in calo nella media dei paesi OCSE, pur se tra notevoli differenze. In Italia diminuiscono i contributi sociali a carico dei datori di lavoro, mentre aumenta l’imposta sui redditi delle persone fisiche a carico dei lavoratori.

di Matteo Olivieri

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato stamane Taxing Wages 2017, l’atteso report annuale che mette a confronto il livello medio di tassazione sui redditi da lavoro nelle 35 nazioni più industrializzate del mondo.

Lo studio prende a riferimento il cuneo fiscale per famiglie con due bambini, e quello per lavoratore singolo senza figli, ed elabora un valore medio di entrambi i valori.

Il cuneo fiscale è diminuito in media dal 2000 ad oggi, ma varia ancora in misura considerevole tra le singole nazioni.

In base ai dati, l’Italia nel 2016 ha registrato un “cuneo fiscale” medio del 47,8 per cento, valore che fa del nostro paese il quinto al mondo quanto a incidenza della tassazione sui redditi da lavoro. Questo vuol dire che il lavoratore italiano subisce in media una decurtazione dello stipendio di ben 11,8 punti percentuali superiore alla media dei paesi avanzati. La stragrande maggioranza della tassazione (85%) è costituita da imposte personali sui redditi e da contributi sociali pagati dal datore di lavoro, un valore complessivamente superiore alla quota del 77% pagato in media negli altri paesi OCSE. Nel 2015, l’Italia era sesta in graduatoria, con un valore medio del “cuneo fiscale” pari al 49,0%. 

Ai primi posti per tassazione elevata si collocano il Belgio (54,0%), Germania (49,4%), Francia (48,1%), e Ungheria (%) con valori medi ancora superiori a quelli italiani. Nel complesso, i dati dell’OCSE dimostrano come il trend di tassazione sui redditi da lavoro sia in calo nelle economie dei paesi più industrializzati, ma a ritmi molto differenti da paese a paese. Nel complesso, il livello medio del “cuneo fiscale” nel 2016 è stato del 36,0%, in diminuzione rispetto al valore medio di 36,2% registrato nel 2015. Nonostante ciò, in molti paesi la tassazione è abbondantemente superiore alla media, come appunto in Italia, dove il cuneo fiscale ha raggiunto nel 2016 il valore del 47,8%.

Le nazioni al mondo con maggiore tassazione sui redditi da lavoro sono Belgio, Germania, Ungheria, Francia e Italia.

I paesi che hanno visto una diminuzione più forte del “cuneo fiscale” sono stati Austria (-2,5%), Belgio (-1,3%), Ungheria (-0,8%), Portogallo (-0,6%) e Norvegia (-0,4%). In totale, sono 14 i paesi aderenti all’OCSE che hanno visto diminuire la tassazione sui redditi da lavoro, mentre sono 20 quelli in cui è aumentata.

Per quanto riguarda l’Italia, la riduzione del “cuneo fiscale” nel 2016 è stata di solo -0,08%; su questo valore hanno inciso sgravi contributivi a carico dei datori di lavoro (-0,11%), a fronte di un aumento della tassazione sui redditi da lavoro a carico dei lavoratori (+0,02%) e dei contributi sociali a carico dei lavoratori (+0,01%). Un piccolo miglioramento che però non è valso al nostro Paese a recuperare il differenziale con la media dei paesi-OCSE, tanto è vero che – nel confronto 2015-2016 – l’Italia è passata dal sesto al quinto posto tra i paesi del mondo con la tassazione più elevata per persone single, e dal quinto al terzo posto per lavoratore sposato con due bambini.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *