«Quella ferrovia dal passato glorioso che attraversa terre ricche di fascino»

Alla scoperta di una ferrovia ricca di fascino che attraversa i paesaggi di tre regioni limitrofe, bagnate dal mare Jonio, e legate ad una identica tradizione storico-culturale, quella della Magna Grecia. Ma che rischia un inarrestabile declino.

di Teresa Liguori (*)

 

Davvero insostenibile il pericoloso e quasi inarrestabile declino (iniziato intorno agli anni ’90) delle gloriose ed antiche ferrovie joniche che percorrono per 472 km. tutta la costa del mar Jonio da Reggio Calabria a Taranto, attraversando tre regioni limitrofe, bagnate dal mare Jonio, legate ad una identica tradizione storico-culturale, quella della Magna Grecia. Immagini desolanti come le stazioni in disuso, i binari ridotti, materiale rotabile non adeguato, con alcune recenti eccezioni, orari spesso non compatibili con le esigenze dei pendolari. Una situazione inaccettabile che ha creato disagi tra i viaggiatori e, di conseguenza, numerose proteste sempre più allargate, organizzate da comitati, movimenti civici, associazioni che, su tutta la costiera, hanno creato una diffusa maggiore attenzione verso il problema dell’isolamento penalizzante di una consistente parte della Calabria.

Petizioni, convegni, sit-in nelle stazioni ferroviarie hanno rappresentato e rappresentano una via democratica al dialogo, alla informazione e sensibilizzazione dei cittadini come degli amministratori locali per far sentire forte e chiara la voce di una protesta collettiva sempre più ampia  ai livelli decisori della Regione Calabria, di Trenitalia, di RFI e del Ministero dei Trasporti.

Un tratto di ferrovia jonica presso Cirò Marina, territorio famoso per i suoi vini. Foto credit: Pietro Rizzo.

Si deve cambiare passo, al più presto: non è più sopportabile vivere in un Paese a due velocità: quella delle Frecce ultra veloci e quella delle littorine d’altri tempi. Eppure la ferrovia jonica ha un passato glorioso (1864-1874), con viaggiatori illustri che l’hanno percorsa nei secoli scorsi,  alla ricerca dei siti archeologici così famosi e difficili da raggiungere, che ne hanno riconosciuto nei loro scritti la sua grande utilità, definendola ferrovia della Magna Grecia: l’archeologo francese F. Lenormant-1879-, gli scrittori/viaggiatori del Grand Tour, George Gissing-1897- (Sulle Rive dello Jonio) e Norman Douglas- 1911- (Old Calabria).

Ma anche altri personaggi famosi l’hanno percorsa: Giuseppe Garibaldi, nel viaggio di ritorno all’isola di Caprera nel 1882, Umberto Zanotti Bianco, meridionalista, scrittore,  filantropo, archeologo, storico, cofondatore di Italia Nostra, che l’ha utilizzata nel 1919, descrivendo la sosta in una stazioncina a Catanzaro Lido (in attesa di prendere il treno per Metaponto) in una raccolta di saggi, “Tra la perduta Gente”, ed infine  lo scrittore geracese Fortunato Lupis Crisafi che descrive con entusiasmo la ferrovia nel suo diario di viaggio da Reggio a Metaponto (1905).

A ricordo del passaggio di queste personalità, la sezione di Italia Nostra-Crotone  aveva apposto una targa commemorativa alla parete di entrata della stazione ferroviaria, nel corso della cerimonia commemorativa del 150°Anniversario dell’Unità d’Italia, il 6 marzo 2011, alla presenza di cittadini ed autorità, ed aveva proposto sin da allora la denominazione della Ferrovia Jonica come Ferrovia della Magna Grecia. 

Proposta che ribadisce sempre più convintamente,  dopo aver sperimentato che visitare i siti archeologici della Magna Grecia ed i centri storici situati  lungo la costa o all’interno, fruendo dei collegamenti ferroviari è possibile e conveniente, nonostante tutto. Infatti, Italia Nostra di Crotone ha realizzato ben due esperienze molto positive a distanza di un anno. La prima, il 5 marzo 2016, con un itinerario culturale-storico-paesaggistico su ferro tra Crotone e Locri, per visitare il Museo ed il magnifico parco archeologico con la guida dell’archeologa Silvana Jannelli, in collaborazione con le associazioni Ferrovie in Calabria e Gruppo Archeologico Krotoniate.

La colonna superstite del santuario di “Hera Lacinia” a Capocolonna, nei pressi di Crotone.

La seconda, l’11 marzo 2017, in direzione nord da Crotone a Sibari, con visita al parco archeologico della Sibarite, riaperto da un mese dopo la disastrosa esondazione del Crati del 18 ottobre 2013. Hanno collaborato  il Gruppo Archeologico del Pollino, che ha fatto da guida culturale, la sezione di Trebisacce, il Gruppo Archeologico Krotoniate e Ferrovie in Calabria. Entusiasti i partecipanti, un gruppo numeroso proveniente oltre che da Crotone, Catanzaro, Lamezia Terme, Soverato, Siderno, persone che hanno condiviso la proposta di una mobilità alternativa all’automobile, vantaggiosa per l’ambiente, per il paesaggio, non impattante, a basso consumo energetico, utile per la socialità e per gli scambi culturali.

Ma, per arrivare ad un reale incremento dei viaggiatori/turisti bisogna  avvicinare i giovani al mondo delle ferrovie, far scoprire loro come si legge il paesaggio dal treno,  la trasformazione del territorio e lo sviluppo economico, come si faccia prevenzione di incidenti stradali, tenendo presente che il patrimonio ferroviario è una risorsa da valorizzare, un capitale sociale da tramandare alle  generazioni future e che le linee ferrate sono pagine aperte di storia, cultura, avventura, stimoli interessanti da cogliere.

Un tratto di ferrovia jonica nei pressi di Ferruzzano (RC). Foto credit: ferrovieincalabria.com

Italia Nostra rinnova l’invito ad incentivare l’utilizzo del treno per un turismo  di qualità, non superficiale né consumista, proponendolo a gruppi organizzati ed a viaggi d’istruzione “a misura di studente” consapevole e responsabile, rispettoso della vita umana e dell’ambiente così da favorire gli scambi culturali tra istituti scolastici, le visite guidate nelle città d’arte e da incrementare  i flussi turistici provenienti anche dall’estero.

Infine, si conferma “l’impegno di Italia Nostra per il recupero e la  tutela di questa infrastruttura che viene dal passato ma che, in termini di sostenibilità ambientale, rappresenta il futuro. L’Italia, per motivi geografici e geomorfologici, non può prescindere dalla ferrovia per la mobilità *nel territorio nazionale”.

(*) Collegio nazionale probiviri Italia Nostra

 

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